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Impugnare o non impugnare la sanzione di 100 euro per violazione dell’obbligo vaccinale?

Pubblicato il 04/02/2022 16:11 - Aggiornato il 07/12/2022 18:13

Ricorso contro la multa di cento euro per gli over cinquanta non vaccinati: opportunità o trappola del governo?

Con la scelta di sanzionare con una multa di 100 euro chi non accetta di vaccinarsi il Governo ha deciso di inasprire la pressione nei confronti dei cittadini.

Inizialmente ho considerato tale sanzione un’opportunità. Visto che l’esecutivo ha previsto il ricorso al Giudice di Pace, contrariamente alle altre violazioni covid che passano prima per la fase innanzi alle Prefetture, stavolta si apre la possibilità di raggiungere la Corte Costituzionale con rapidità. Ovvero interessando i Giudici di Pace aumentano certamente le probabilità che almeno uno di loro sul territorio nazionale sollevi fin da subito l’eccezione di incostituzionalità dell’obbligo, così consentendo alla Corte di pronunciarsi sul tema per la prima volta.

Tuttavia, specialmente con la nomina di Amato a Presidente della Corte Costituzionale stessa, le cui prime dichiarazioni pubbliche hanno riguardato proprio l’importanza di riconoscere il ruolo della scienza, così già anticipando la sua posizione sul tema, ho iniziato ad avere un enorme dubbio.

Forse il Governo vuole proprio che la questione sia portata alla Corte per arrivare ad una sentenza che legittimi il proprio operato. Il vantaggio di sollevare la questione in riferimento alla multa di cento euro é chiaro: visto che la Corte non può trattare temi non collegati alla fattispecie in esame, la legittimità dell’obbligo sarebbe valutata scindendo tale azione dal ricatto lavorativo.

Questo agevolerebbe il lavoro di Amato, che dovrebbe effettivamente indurre i colleghi a passare sopra i dati su efficacia ed effetti collaterali connessi al trattamento imposto (cosa comunque non semplice visti i precedenti degli anni novanta e i dati attuali), ma quantomeno non dovrebbe motivare sul perché sia lecito vietare ogni lavoro, togliendo ogni forma di sostentamento, a chi non si é vaccinato.

Ovvio che poi un’eventuale sentenza favorevole sulla questione multa sarebbe in ogni caso spesa dall’esecutivo per legittimare tutto il resto, mettendosi così anche al riparo dalle centinaia di migliaia di denunce per violenza privata che gli italiani hanno depositato in questi giorni proprio in merito al ricatto lavorativo.

A rafforzare questa ipotesi anche il fatto che per un over cinquanta che non svolge alcun lavoro la sanzione una tantum di cento euro non rappresenterebbe un motivo sufficiente per accettare il trattamento sanitario.

Insomma impugnare potrebbe essere un boomerang e allora l’opzione migliore da valutare diventerebbe quella di non pagare le sanzioni e attendere.

Attendere cosa? O un intervento della Consulta sul ricatto lavorativo che stiamo in tutti modi cercando di provocare con le numerose cause in corso, oppure l’affermazione di un partito “no pass” come Italexit che certamente cancellerebbe ogni sanzione emessa in virtù delle illecite “norme covid” come primo atto di governo.