Vai al contenuto

Il vero motivo dietro la retromarcia del governo sull’obbligo vaccinale

Pubblicato il 04/12/2021 10:22 - Aggiornato il 07/12/2022 18:28

A guardar bene il susseguirsi di nuove norme, appelli accorati e proclami fatti nelle ultime settimane dagli esponenti del governo Draghi e dagli scienziati che li assistono, qualcosa non sembra tornare pienamente. Mentre, infatti, ha preso il via la campagna vaccinale per la terza dose, accompagnata da una durissima stretta contro i non vaccinati sotto forma di Super Green pass, l’opinione in merito alla possibilità di introdurre un vero e proprio obbligo di inoculazione è improvvisamente mutata. Una retromarcia che solleva più di qualche interrogativo.

Il vero motivo dietro la retromarcia del governo sull'obbligo vaccinale

Prima è stato il coordinatore del Comitato tecnico-scientifico Franco Locatelli a sottolineare come “al momento non vedo gli estremi per una soluzione così drastica”. Poi è stata la volta del sottosegretario al ministero della Salute Andrea Costa, intervenuto a margine di un evento sulle farmacie a Genova per chiarire ai microfoni de La Stampa: “Ad oggi l’obbligo vaccinale non è all’ordine del giorno. Abbiamo deciso di instaurare un rapporto di fiducia con i cittadini che ha dato ottimi risultati, siamo il secondo paese europeo per vaccinati”.

Costa ha poi aggiunto: “L’Italia, rispetto ad altri paesi europei, ha già affrontato il tema dell’obbligatorietà. Siamo stati i primi a introdurlo per i lavoratori della sanità e dal 15 dicembre sarà esteso a forze dell’ordine e personale scolastico. Poi valuteremo i dati dell’epidemia: siamo pronti anche ad altre valutazioni, ma ora si va avanti così”. Come mai questo improvviso cambio di rotta dopo che, per mesi, avevamo invece assistito a interventi di senso opposto, nei quali l’obbligo vaccinale veniva dipinto come una possibilità più che concreta? Il dubbio, neanche troppo piccolo, è che in molti si stiano interrogando circa la reale efficacia dei farmaci anti-Covid attualmente a disposizione.

Nei giorni scorsi, infatti, il fondatore dell’azienda farmaceutica BioNtech Ugur Sahin aveva ammesso pubblicamente l’inadeguatezza dei vaccini di fronte alle nuove varianti del Covid, come l’ormai celebre Omicron: “Credo che a un certo punto avremo bisogno di un nuovo vaccino contro questa variante, in grado di infettare persone vaccinate”. La conferma, dunque, di come non siano sufficienti i vaccini attuali per sconfiggere il virus. Con un paradosso niente male: il nostro governo, consapevole dei limiti dei farmaci, ha fatto un passo indietro sull’obbligo vaccinale, ma continua a ricattare i cittadini con il Super Green pass, spingendoli con la forza all’inoculazione.

Ti potrebbe interessare anche: Vaccinato con doppia dose, muore di Covid il professor Reitani, ex assessore a Udine