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Il piano del governo? Chi rifiuta AstraZeneca finirà in fondo alla lista

Quello che adesso il governo teme, una volta ripresa la campagna di vaccinazione AstraZeneca, è che una gran parte degli italiani possa, comprensibilmente, avere timori. E fare un passo indietro, rifiutando di ricevere la somministrazione a fronte delle tante, troppe incertezze evidenziate dagli episodi di queste ultime settimane. Anche perché nel frattempo le rassicurazioni da parte del mondo della scienza e della politica non sono state troppo convincenti, anzi. Come fare, allora, a evitare un imbarazzante stop al piano? L’ultima idea che sta circolando dalle parti del ministero della Salute è quella di ispirarsi al mondo dei viaggi aerei e passare all’overbooking.

In sostanza, l’ipotesi che al momento si sta valutando è quella di chiamare, una volta che il vaccino AstraZeneca tornerà ufficialmente a disposizione, un numero superiore di cittadini rispetto al reale quantitativo di dosi a disposizione. Mettendo in conto che un certo numero di italiani preferirà rifiutarsi e aspettare tempi migliori, magari anche cure più sicure. Uno stratagemma che consentirebbe al ministero di non perdere troppo il ritmo, anche perché in caso contrario l’obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione entro settembre si farebbe sempre più irraggiungibile. Proprio per questo, però, si lavora anche a un piano b.

Al momento, anche per evitare la scontata e giustificata rabbia degli italiani, il ministero ha evitato di insistere sul meccanismo che prevede lo scorrimento in fondo alla graduatoria di chi dovesse rifiutare il vaccino. Ma si sta ragionando, secondo il Corriere della Sera, anche su questa ipotesi. Chi non dovesse presentarsi a un appuntamento già prenotato o non dovesse prenotarsi prima della scadenza prevista per la propria categoria, potrebbe così dover aspettare parecchio, almeno tre mesi, prima di una seconda chiamata.

Nel frattempo, il governo e il commissario straordinario all’emergenza, Paolo Francesco Figliuolo, lavorano per aumentare il numero di vaccinatori. Si potranno somministrare dosi anche nelle farmacie, anche se all’atto pratico saranno dei medici a effettuarle, mentre gli infermieri potranno vaccinare anche fuori dall’orario di lavoro in cambio di un piccolo incentivo economico. I dentisti potranno infine essere arruolati in base alle decisioni delle Regioni.

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