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Il Nobel per l’Economia: “Vaccini? Il sistema si è piegato agli interessi di Big Pharma”

Un mercato completamente piegato di fronte agli annunci di Big Pharma sul vaccino. Con regole riscritte ad hoc per permettere alle aziende farmaceutiche di massimizzare i guadagni, forti anche di contratti onerosi e segreti stipulati con i vari Paesi. A puntare il dito contro l’incredibile anomalia che si sta verificando in queste settimane è il premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz, che attraverso le pagine di Repubblica ha lanciato il suo monito: “La lotta al Covid sta aumentando le disuguaglianze”.

Stiglitz ha sottolineato innanzitutto come “l’Ocse calcola che nei Paesi industrializzati il grosso della popolazione sarà vaccinato entro metà 2022, ma nei Paesi più poveri l’immunizzazione di massa verrà raggiunta non prima del 2024. Si allargano le disuguaglianze anziché chiuderle per permettere alle aziende di massimizzare i profitti, vendendo prima a chi paga di più”. E d’altronde, a tenere il coltello dalla parte del manico è sempre Big Pharma: “Le aziende potrebbe esitare in futuro prima di intraprendere ricerche così costose se avessero la preoccupazione che, una volta arrivati in porto, fossero private della possibilità di guadagnarci”.

La soluzione, secondo l’economista, sarebbe quella di “architettare un sistema di licenze, controllate ed eventualmente finanziate dai governi, identificando e mobilitando le aziende più efficaci presso le quali estendere la produzione del vaccino mantenendo nome e marchio. Oppure sospendere la protezione brevettuale per il periodo dell’emergenza Covid, magari corrispondendo in cambio moderate royalties alle aziende che hanno sviluppato i costi di ricerca. Per i quali, ricordiamo, hanno ricevuto abbondanti sovvenzioni pubbliche”.

Quello che viene alla luce, in un momento così delicato, è “l’antico atteggiamento delle case farmaceutiche abituate da decenni a privatizzare e tenersi stretta la proprietà intellettuale, cedendo tutt’al più le licenze meno redditizie, facendo lobbyng contro l’approvazione e la distribuzione dei generici, trovando ogni scappatoia pur di prolungare le scadenze brevettuali”.

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