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Il Natale più triste: in Italia crescono le code davanti alle mense per i poveri

L’Italia giallorossa è un Giano bifronte in cui chi è protetto dal sistema si sente intoccabile e cade sempre in piedi, mentre i normali cittadini, senza santi in Paradiso, rischiano di finire in ginocchio sotto i colpi della crisi. E così mentre l’amministratore delegato di Leonardo Alessandro Profumo, condannato in primo grado per falsificazione dei bilanci di Mps, mentre l’ex ministro dell’Economia Padona finisce in Unicredit, il mondo dell’economia reale si ritrova invece abbandonato a sé stesso. L’ultima, drammatica fotografia dell’abbandono della parte più fragile del Paese è arrivata in queste ore da Milano.

Il Natale più triste: in Italia crescono le code davanti alle mense per i poveri

Alle file per fare i regali fuori dai negozi, nel capoluogo lombardo è andata tristemente in scena un’attesa ben più toccante, quella delle persone in coda per ricevere un pacco alimentare o pranzare alla mensa dei poveri. A Rho, nella città metropolitana di Milano, l’arcivescovo Mario Delpini ha inagurato in queste ore il decimo emporio solidale della Caritas, altri due saranno aperti nel giro di un paio di mesi. Il numero di chi si rivolge a queste strutture per chiedere assistenza, d’altronde, è schizzato verso l’alto: da 2.115 a 3.025 da ottobre a dicembre, un +45% che racconta di un’Italia che non ce la fa più e si sente sola, ignorata da chi la governa.

Il Natale più triste: in Italia crescono le code davanti alle mense per i poveri

Il Corriere della Sera ha raccontato di un altro terribile boom, quello dei bisognosi che si sono rivolti all Fondazione Fratelli di San Francesco: oltre 300 persone che si rivolgono alla mensa sia a pranzo che a cena, alle quali vanno sommate altre 200 che beneficiano dei pacchi alimentari. Soltanto qualche mese fa erano 150, oggi sono più del doppio. “A Natale stimiamo di avere circa 600 persone a mensa” ha detto il direttore delle opere Fratel Clemente Moriggi. A chiedere aiuto, i più deboli: gli anziani, gli uomini soli, le famiglie intere che a causa delle restrizioni hanno perso la principale (spesso unica) fonte di reddito.

Il Natale più triste: in Italia crescono le code davanti alle mense per i poveri

E così quello che andrà in scena il 25 dicembre sarà uno spettacolo commovente e drammatico allo stesso tempo: 80 volontari di “Natale Insieme” si occuperanno di consegnare 200 cesti natalizi alle persone rimaste sole e non in grado di badare a loro stesse. “Vogliamo spezzare la solitudine in un giorno così importante” raccontano. Aperti dalle 6.30 i cancelli del Pane Quotidiano: solitamente si mettono in fila circa 3.500 persone. Numeri terribili, insopportabili. E le cose potrebbero anche peggiorare nei prossimi mesi, quando verrà meno il blocco ai licenziamenti e finirà la cassa integrazione.

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