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Il muro di gomma della giustizia internazionale globalista

di Gandolfo Dominici, – Professore Associato di Business Systems e Marketing – Università di Palermo – esperto di Cibernetica Sociale – Editor in Chief della rivista scientifica Kybernetes – CV: https://gandolfodominici.it/

La piovra globalista è evidentemente protetta da un vero e proprio “muro di gomma” che rende il Draghistan“intoccabile”.

Questi ultimi due anni di Draconiane (e “draghoniane”) restrizioni continuative delle libertà,  un tempo “inalienabili” e “inviolabili”, con strumenti coercitivi e per certi versi estorsivi, che al siciliano scrivente ricordano quelli della mafia – “paga il pizzo o ti faccio saltare il negozio” sembra del tutto analogo all’ “iniettati quello che diciamo noi o non ti facciamo lavorare” – hanno portato molti “cittadini” Italiani (ormai sudditi) a rivolgersi fiduciosi alla Procura della Corte Penale Internazionale e ad altre istituzioni sovrannazionali. 

Quali sono le funzioni della Procura della Corte Penale Internazionale?

La Procura della Corte penale internazionale può intervenire per reati contro l’umanità, apartheid, tortura, genocidio, esperimenti medici senza consenso ( ai sensi degli articoli 6, 7 ed 8  del proprio statuto) e può imputare anche persone che nel sistema del diritto interno godano di immunità che dunque non rappresenterebbe (in linea ahimè teorica) un ostacolo. Inoltre in caso di violazioni di cui all’art 7 dello Statuto, qualora  l’ordinamento giuridico interno fosse inerte e/o non garantisca l’accesso a tutele, la sopracitata Procura ha il potere di intervenire direttamente. La  Procura della Corte penale internazionale  può dunque decidere di attivarsi attraverso investigazioni che portino a vagliare le segnalazioni ricevute, verificandone la fondatezza. Essa ha anche una funzione di Protection (protezione) in quanto ha il potere di agire andando a verificare l’operato  delle autorità dello Stato dove si stanno palesando le violazioni, e di intervenire ove necessario con personale specifico affinché sia possibile perseguire i colpevoli all’interno dello Stato, anche supportando le creazione di tribunali misti,  come è recentemente avvenuto  in Repubblica Centro Africana. 

Nell’ultimo anno  sono state inviate alla Procura migliaia di segnalazioni – corredate di documentazione a supporto, da parte di persone da tutta Italia: vittime di danni da vaccino, insegnanti, personale sanitario sospeso, genitori di minori discriminati perché non vaccinati, persone con patologie coscrette alla inoculazione nonostante i rischi, etc.  

Nelle segnalazioni le vittime hanno descritto le violazioni subite, hanno testimoniato l’assenza di azione da parte degli enti di tutela ed il silenzio delle procure e della magistratura italiana. Si tratta di violazioni che in altri tempi sarebbero state ritenute gravissime:  l’imposizione di terapia medica – c.d  vaccinale – per alcune categorie professionali,  il trattamento disumano e degradante subito da molte persone negli ospedali e nelle RSA a causa le assurde disposizioni del Ministero della Salute e delle regioni, il ricatto del super green pass, gli atti di hate speech perpetrati da figure istituzionali e dai media ai danni di altri cittadini, il mobbing degli insegnanti, etc. In moltissimi casi l’invio alla Procura della Corte penale internazionale è stato accompagnato da copiosa documentazione e dalla prova di avere tentato in ogni modo di adire le vie interne ma di non avere trovato alcuna risposta o segno di avvio effettivo di indagini o di azioni di difesa e protezione. 

Qual è stata la risposta della Procura della Corte Penale Internazionale?

Con sgomento di quanti avevano riposto fiducia nella giustizia internazionale, nel pomeriggio del 12 maggio 2022, diverse centinaia di ricorrenti si sono visti recapitare una e-mail dove la Procura  informava il segnalante di dover procedere all’archiviazione delle segnalazioni. In molti casi è stata rilevata dalla Procura  la gravità di quanto segnalato, ma è stata specificata: “l’impossibilità di attivare l’investigazione poiché quanto segnalato non rientra neanche in casi di tortura o trattamento disumano degradante”, questo anche nel caso di danneggiati con effetti irreversibili gravi da vaccino

Se si osservano le foto dei condannati e degli imputati fino ad oggi da parte della Corte Penale internazionale effettivamente spiccano i volti, i nomi di persone quasi  tutte black people o di persone provenienti da paesi definiti terzi rispetto all’Europa e all’Occidente. Ciò che colpisce è la totale posizione occidentalista di questo organismo che non riesce ad essere critico rispetto alle istituzioni della parte del mondo che a suo dire sarebbe preposta alla “esportazione dei diritti umani”. Si evidenzia dunque l’ipocrisia suprematista di tale approccio globalista occidentale in cui i diritti umani devono essere imposti – anche con la forza- ai paesi “non allineati” mentre poi  si ignorano le violazioni di quelli allineati al regime globalista occidentale.  

In sintesi la Procura Internazionale se ne è lavata le mani come Ponzio Pilato.

E’, a tal proposito,  opportuno evidenziare anche quanto avvenuto nel contesto della vaccinazione obbligatoria imposta senza rispetto dei principi decantati dalle Nazioni Unite: proporzionalità, ragionevolezza , temporaneità e precauzione. Come anche il silenzio assordante del Consiglio d’Europa che ha ignorato l’appello promosso dal sottoscritto lo scorso Agosto e firmato da 36 accademici da 9 Paesi aderenti al C.d.E (https://www.affaritaliani.it/coronavirus/atenei-tutelare-il-diritto-allo-studio-36-accademici-al-consiglio-d-europa-754559.html).

Rimane dunque la triste consapevolezza che quelli che  dovrebbero essere  gli enti di tutela al di sopra delle parti dimostrano di non esserlo. Ci si interroga oggi, alla luce del loro operato e delle loro omissioni, se tali organismi siano veramente volti alla tutela della dignità umana e del bene dei popoli o invece rispondano a logiche di potere di elite sovrannazionali occidentali. 

Se le violazioni si palesano in paesi come l’Italia (oggi Draghistan) a nulla valgono le prove e le evidenze, che si scontrano contro un “muro di gomma” (corredato di segreto militare sui dati delle vaccinazioni) volto a tutelare la narrazione prevalente che mira a far credere al popolo ipnotizzato dai media di regime che a casa nostra lo Stato di Diritto sia ancora una realtà.   

Attendiamo fiduciosi (forse troppo) il giorno in cui si potrà fare breccia in questo muro di gomma e le definizioni di “tortura” e  di “trattamento disumano e degradante”  verranno affrancate dalla ossessionante e paternalistica narrazione che vede il “male” sempre e solo presso le istituzioni di altri paesi non allineati e mai nei paesi dove i governi aderiscono al regime unico globalista occidentale. 

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