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Il governo dimentica l’agricoltura: così aziende italiane rischiano di rimanere senza sostegni

Che questo governo non avesse particolamente a cuore l’agricoltura, settore fondamentale per l’economia italiana, lo si era capito da tempo, da quando Mario Drahi scelse di trasferire Stefano Patuanelli, un ingegnere, dal ministero dello Sviluppo Economico a quello delle Politiche Agricole. Non c’è da stupirsi, con queste premesse, se oggi ci troviamo a dover lanciare l’ennesimo allarme: il credito 4.0 annunciato pomposamente dall’esecutivo rischia infatti di rimanere inaccessibile per le aziende agricole, se non interverrà l’Agenzia delle Entrate sulla possibilità di assegnarlo per trasparenza ai soci di società di persone.

Il governo dimentica l'agricoltura: così aziende italiane rischiano di rimanere senza sostegni

Tutta colpa della retromarcia improvvisa fatta dal governo sull’inserimento nel maxi-emendamento al dl Sostegni della possibilità di cessione del credito 4.0, che era stata già approvata dalle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato. Una scelta che rischia di rivelarsi devastante: le aziende agricole, infatti, si trovano oggi tra i soggetti che potrebbero teoricamente beneficiare di quel prezioso credito d’imposta in commento, ma rischiano di non potervi di fatto accedere. Come spiega Italia Oggi, infatti, il meccanismo “si inceppa” nel momento in cui molte aziende agricole operano sotto la struttura della società semplice.

Se l’attività è svolta sotto forma di società semplice agricola, i contributi previdenziali sono infatti relativi alle posizioni personali dei soci e non sono dovuti alla società. Aggiungete al quadro che il particolare regime fiscale delle aziende agricole rischia di rendere minimi gli aiuti sul fronte Iva, ed ecco pronto il patatrac: un agricoltore che vuole investire in nuovi “beni strumentali”, quelli per i quali sarebbero pronte le agevolazioni della normativa 4.0, corre il rischio di affidarsi a un credito che potrebbe però rivelarsi inutilizzabile.

Un problema non da poco, di fronte al quale i rappresentanti del settore chiedono già da settimane la possibilità di cedere il credito, che comporterebbe almeno un immediato beneficio finanziario. Le agevolazioni, in caso contrario, rischiano di rimanere ristrette soltanto a una fetta dell’intero comparto, escludendo tante aziende alle quali ernao stati invece promessi aiuti per rialzarsi il prima possibile dai danni, terribili, della crisi economica figlia della pandemia.

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