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“I vaccinati non contagiano”, “non servirà la terza dose”: tutte frottole dei virologi italiani

Pubblicato il 28/12/2021 11:53

Un vecchio proverbio sostiene che il tempo sia galantuomo, capace di restituire torti e ragioni in maniera corretta anche a distanza di anni. Nel caso specifico della gestione della pandemia italiana bastano mesi, a volte settimane. Il tempo di sentire i virologi-santoni di turno sentenziare dal piccolo schermo contro chiunque metta in discussione le loro affermazioni, con l’etichetta di “no vax” sempre pronta, salvo poi rendersi conto di quanto di sbagliate fossero le loro parole. Prendiamo, per esempio, il caso dei vaccinati, che come ampiamente dimostrato non sono protetti in via assoluta dal Covid e possono a loro volta infettarsi e contagiare gli altri.

Senza andare troppo indietro nel tempo, alla fine di luglio era stato l’infettivologo americano Anthony Fauci, indicato come modello da seguire da tanti esperti nostrani, a sostenere pubblicamente: “I vaccinati possono contagiare? Si tratta di un evento molto raro, insolito”. Pochissime possibilità, insomma. Peccato che, come dimostrano oggi i dati frutto dell’esplosione della variante Omicron, la realtà sia tutt’altra, al punto che molti Paesi hanno iniziato a fare tamponi anche a chi ha già ricevuto la somministrazione, consapevoli della loro pericolosità.

Stesso principio per gli effetti avversi dei vaccini. Oggi si discute dell’opportunità o meno di procedere con la somministrazione ai più piccoli, con alcuni esperti schierati sul fronte del “no” perché “i rischi potrebbero superare i benefici”. Soltanto pochi mesi fa, i nostri virologi scherzavano addirittura sulla possibilità di conseguenze indesiderate dopo la somministrazione: “Il rischio maggiore non è quando fate la dose, ma nel tragitto in auto” ironizzava Roberto Burioni ospite a Che Tempo che Fa, al cospetto del sempre accondiscendente Fabio Fazio.

Matteo Bassetti, a maggio 2021, scriveva invece su Facebook: “Il vaccino di Pfizer (e presto sarà dimostrato anche per gli altri vaccini) funziona su tutte le varianti e non ci sarà bisogno della terza dose”. Lo stesso Bassetti oggi anticipa che ne potrebbe servire addirittura una quarta, forse anche una quinta. Col passare del tempo, insomma, i virologi si sono trovati a sposare posizioni che, soltanto qualche mese fa, venivano indicate come “no vax”. A conferma di quanto da un lato siano inesatte le loro previsioni, fatte passare per dogmi, e dall’altro sia ormai impossibile esprimere qualsiasi forma di critica.

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