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Gli italiani chiusi in casa, ma le vaccinazioni sono un flop: a Pasqua numeri bassissimi

Continuano a tenerci chiusi in casi, con l’Italia metà arancione e metà rossa e senza zone gialle fino a maggio. Ribadendo che non esiste una soluzione alternativa e che, nel frattempo, la campagna di vaccinazione proseguirà a ritmo serrato, così da raggiungere gli obiettivi previsti nel minor tempo possibile. Una narrazione che, però, col passare dei giorni si fa sempre meno verosimile. Tralasciando i dubbi su alcuni dei farmaci pagati a peso d’oro dall’Ue negli scorsi mesi, e sui quali anche gli scienziati continuano a interrogarsi, anche il ritmo con il quale vanno avanti le somministrazioni lascia infatti a desiderare, e parecchio.

Si era detto che Pasqua sarebbe stata blindata proprio per favorire un’intensificazione delle vaccinazioni. E invece i risultati sono stati modesti: durante le festività hanno ricevuto la dose solo 92 mila persone, meno di un quinto rispetto all’obiettivo fissato dal generale Figliuolo delle 500 mila dosi giornaliere. “Nonostante zone rosse, chiusure, divieti, terapie intensive affollate e incertezze varie, – si legge sul Fatto Quotidiano – a Pasqua in tutto il Paese non si è arrivati a 100mila dosi somministrate”. Record negativo per Umbria e Sardegna, che si sono limitate a vaccinare rispettivamente 14 e 39 persone.

Durante la domenica di Pasqua, si sono registrate solo 92.734 iniezioni effettuate in Italia. Una settimana prima, il 28 marzo, erano state in totale 159.703, quasi il doppio. In una normale giornata lavorativa di metà settimana, giovedì 1 aprile, si era arrivati a toccare quota 270.329 dosi, tre volte le dosi somministrate a Pasqua. La giornata di Pasquetta è stata leggermente migliore, con circa 125 mila iniezioni effettuate all’aggiornamento delle ore 19. A rallentare è stata anche la Lombardia, che ha vaccinato 7.254 persone contro le 19.920 di domenica scorsa e le oltre 40 mila di giovedì.

Numeri che lasciano a desiderare anche quelli registrati in Liguria, che è scesa a 620 dosi somministrate a Pasqua, contro le 1.140 di una settimana prima e le quasi 12 mila di giovedì. A mantenersi sui suoi standard è stato il Lazio, che ha fatto poco meno delle 18 mila inoculazioni del 28 marzo, anche se ben al di sotto delle 27 mila di giovedì.

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