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Gismondo: “Follia il Green pass base per stranieri e non per italiani che lavorano”

Pubblicato il 24/02/2022 11:22

La microbiologa del Sacco di Milano Maria Rita Gismondo, pur accogliendo con favore il provvedimento che dal primo marzo equiparerà gli arrivi extra Ue a quelli Ue, punta il dito contro “un’anomalia oggettiva” – l’ennesima – del nostro governo. “È un Paese sicuramente anormale – accusa – quello che fa entrare i cittadini extraeuropei con un Green pass base e li fa circolare, però impedisce ai propri abitanti, ai propri residenti, di andare a lavorare con lo stesso documento”. Il certificato base basta agli stranieri per fare il loro ingresso in Italia, ma non agli italiani over 50 per presentarsi sul posto di lavoro. (Continua a leggere dopo la foto)

“Siamo veramente alla follia”, commenta all’Adnkronos Salute. “Ritengo positivo l’allentamento delle misure ai confini per i turisti extraeuropei che vogliono entrare in Italia e che ora potranno farlo con il Green pass base, quindi eventualmente anche con il tampone, se non vaccinati – premette all’Adnkronos Salute la direttrice Gismondo del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano – Ma se questa è una misura assolutamente ragionevole, e auspichiamo sia preludio di altre aperture – precisa l’esperta – trovo assurdo allora che resistano alcuni paletti per i cittadini italiani”. (Continua a leggere dopo la foto)

I “geni” al nostro governo, infatti, hanno compiuto l’ennesimo “capolavoro” legislativo. Uno straniero che venga in Italia (e speriamo siano tanti così riparte il turismo, settore martoriato da altre scelte folli del suddetto governo) può farlo con il semplice tampone se non vaccinato. Gli over 50, invece, restano sottoposti a obbligo e quindi se non vaccinati devono continuare a non andare a lavorare. Sospesi e senza stipendio e con danni immani per loro e le proprie famiglie. Ha ragione la Gismondo, di nuovo.

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