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“Geolocalizzare chi entra nei luoghi pubblici”. Crisanti, ovvero la via sanitaria allo Stato di polizia

Follia… È dall’inizio della Pandemia che ci vengono private le libertà personali e in alcuni casi, con la secretazione di alcuni documenti, siamo stati perfino privati del diritto alla trasparenza, a conoscere cosa stesse succedendo e perchè. Ma non c’è mai limite al peggio.

Il professor Crisanti, durante il programma televisivo ‘Agorà’ mandato in onda su Rai 3, lancia l’ennesima proposta che limita le libertà dei cittadini: “Geolocalizzare chi entra nei luoghi pubblici per aiutare la guerra contro il Covid-19”. (Continua dopo la foto)

“Ogni volta che una persona entra in un cinema, in uno stadio, in un ristorante scannerizza un codice QR”. Si tratterebbe, specifica il direttore del Dipartimento di medicina molecolare dell’università di Padova, del giusto compromesso che “non mi pare una grande deroga al diritto di privacy”.

A maggior ragione, spiega il professore, se si considera che comunque veniamo già tracciati. Che sarebbe come dire, un tracciamento in più, uno in meno, cosa vuoi che cambi. “Nel momento in cui uno paga con la carta di credito, o con App o con qualsiasi altro strumento, è chiaro che in quel momento già delega tutti i suoi diritti di privacy”, fa notare lo scienziato. (Continua dopo la foto)

“Noi siamo continuamente tracciati per fini commerciali – aggiunge – La privacy è il recinto legislativo attraverso il quale le grandi compagnie gestiscono il loro business. Sarei dell’idea di scardinare questa cosa, di abolire la privacy, perché è il solo modo per rompere questi monopoli”.

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