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Follia a Roma: in scooter con il figlio 13enne fugge all’alt della polizia, finisce contro un auto e muore. Le condizioni del ragazzo

Pubblicato il 15/03/2024 10:11

Valeri Naumov Videnov. Si chiamava così il cittadino 49enne di nazionalità bulgara che ieri, a Roma, si è reso protagonista di una folle fuga in scooter per sfuggire a un posto di blocco della Polizia. Il mezzo è poi risultato rubato, con la targa camuffata applicando su quella originale una straniera. Probabilmente è questo il motivo per cui l’uomo, che di mestiere faceva il camionista, anziché fermarsi come intimato dagli agenti si è reso protagonista di un folle inseguimento nel Quartiere Cretarossa. Un dedalo di strade strette e incroci, senza marciapiedi. La cosa più inquietante è che il fuggitivo, con le sue azioni, ha messo a rischio la vita del figlio 13enne che era in sella allo scooter insieme a lui. I poliziotti si erano insospettiti proprio per la targa estera applicata sul mezzo. (continua dopo la foto)

Videnov, puntando sulle proprie capacità di guida, ha tentato di scappare gettandosi a tutta velocità fra le strade del quartiere. La Polizia lo insegue, e lui e il figlio decidono di tentare di fermare l’auto gettandole addosso il casco del guidatore. Un gesto assurdo che si rivelerà doppiamente fatale. Dopo circa un minuto, il camionista – che non aveva grossi precedenti penali – decide di attraversare l’incrcocio in via Ponserico senza rallentare. Ma va a schiantarsi contro un Suv Dacia che transitava in quel momento. “Arrivava come un fulmine, me lo sono trovato addosso. Ho sentito solo il botto”, racconta la donna al volante del Suv, ancora sotto choc. (continua dopo la foto)

Lo scooter si è praticamente disintegrato nello scontro. Videnov, che a quel punto non indossava più il casco, è morto sul colpo a causa dell’impatto. Mentre il figlio di 13 anni miracolosamente è sopravvissuto alla caduta. Immediatamente soccorso, il ragazzo è stato portato all’ospedale Bambin Gesù di Roma. Ferito, ma per fortuna non in pericolo di vita, come attesta il primo bollettino diramato dai medici. Ora gli investigatori cercheranno di capire perché il cittadino bulgaro, pur non essendo un delinquente abituale e pur non avendo precedenti importanti, abbia messo in atto un piano così folle mettendo a rischio la vita del figlio. Per ora l’unica ipotesi è che non si volesse far trovare alla guida di un mezzo rubato.

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