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Ferragni, possibili nuove indagini: erano “gonfiati” anche i follower? Altro sospetto di truffa, Chiara senza pace

Pubblicato il 24/02/2024 09:59 - Aggiornato il 24/02/2024 10:00

Fra guai giudiziari e disavventure private, questo è un periodo che Chiara Ferragni non dimenticherà tanto facilmente. Se da una parte spiace per la separazione di una famiglia con due bimbi piccoli, a prescindere da qualsiasi altra considerazione, dall’altra sorprende la mole di lavoro che stanno svolgendo giudici e inquirenti sulle attività dell’influencer. Dopo le visite della Guardia di Finanza alle sedi delle sue aziende e la multa ricevuta dall’Antitrust, ora Chiara rischia un’indagine anche su un altro aspetto della sua attività. Ed è un’indagine che aprirebbe una porta molto “pericolosa” per tutti gli influencer, o comunque per molti di loro. Stiamo parlando del numero di follower reali delle loro pagine. Abbiamo già approfondito, sul nostro giornale, il tema dei falsi follower e spiegato come si possono acquistare “pacchetti di seguaci” presso agenzie straniere che si occupano solo di quello. Può sembrare solo una questione di vanità, ma non è così. (continua dopo la foto)

Perché il numero di seguaci in rete è uno dei parametri più importanti nel momento di stipulare contratti con le aziende. Quindi su quelle cifre girano trattative e guadagni anche a sei zeri, nel caso di Ferragni. Per questo parrebbe essere in corso un approfondimento anche su questo aspetto dell’attività dell’influencer. Che da quando è iniziata la tempesta mediatica e giudiziaria, di follower su Instagram ne ha persi 500.000. Un numero esiguo rispetto ai 29 milioni che sono rimasti attivi. Solo che le analisi statistiche hanno fatto sorgere più di un dubbio. Ecco perché anche il numero di seguaci potrebbe essere oggetto di indagini. su Il Giornale è recentemente uscito un articolo che indicherebbe come i follower reali di Chiara sarebbero 17,7 milioni (comunque tantissimi), mentre 11.9 milioni risulterebbero essere utenti inattivi o addirittura falsi. Si tratta del 41% del totale, non una cosa da poco. (continua dopo la foto)

Se questi dati si rivelassero reali, la magistratura potrebbe decidere di indagare anche su questo aspetto. Perché il peso economico e il potere contrattuale dell’influencer si basa anche su questi numeri e sui dati statistici dei suoi profili (da Tok Tok a Instagram). E il 41% di utenti fasulli o inattivi cambierebbe il quadro, finendo per far configurare altre ipotesi di reato. Come la frode nei confronti delle aziende che hanno scelto di collaborare con lei. “La verifica, allo stato solo ipotetica”, scrive l’agenzia La Presse, “potrebbe puntare ad accertare l’esistenza di persone reali associate ai profili social che interagiscono con l’influencer 36enne, o se invece si tratti di pacchetti di Bot e profili falsi per aumentare l’impressione di un seguito importante sui social network”. Se così fosse, dunque, si potrebbe aprire un nuovo filone di indagine. Che, ci permettiamo di dire, non dovrebbe riguardare solo la Ferragni, ma tutto il mondo degli influencer, dove questo malcostume sembra essere piuttosto diffuso.

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