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Fassina all’Economia: la sfida al Pd per un governo di vera rottura

Continua a tenere banco il dibattito sul futuro governo che dovrà farsi carico di portare avanti le riforme necessarie al Paese dopo la crisi arrivata per iniziativa di Matteo Salvini. Resta calda l’ipotesi di un accordo Pd-Cinque Stelle, un azzardo che potrebbe spiazzare gli elettori. L’incontro tra il vecchio establishment contro il quale il Movimento si è a lungo battuto, un abbraccio che potrebbe rivelarsi controproducente. Devastante, in termini di consenso.

In piedi c’è sempre l’alternativa del ritorno alla Lega, dopo aver chiamato Salvini a rispondere delle sue forzature. In caso ci si decida a dar retta alle sirene dem, però, servirà coraggio per evitare che i cittadini percepiscano il governo come “l’inciucione” già denunciato a destra. I nomi possibili per affrontare la sfida a testa alta ci sono.

Stefano Fassina come ministro dell’Economia. O Emiliano Brancaccio. Personalità che darebbero fin da subito il senso di una profonda discontinuità col passato e spazzerebbero via ogni dubbio sulle reali intenzioni di Pd e Cinque Stelle. Sul fronte premier, il nome caldo resta Conte. Il personaggio del momento. Al quale, forse, manca soltanto un po’ di malizia, di astuzia politica.

Fico ha fatto sapere di non essere disponibile, mettendo così fine alle tante voci sul suo ruolo futuro. Di Maio, invece, farebbe bene a continuare la sua battaglia dalla postazione del ministero per il Lavoro. Ha pagato un prezzo alto, durante l’esperienza gialloverde, anche per colpe non sue. Perdendo consenso a vantaggio di Salvini. Un settore delicato, il suo. Dove dovrà portare avanti con convinzione il suo progetto senza lasciarsi influenzare da chi ancora difende il Jobs Act di Matteo Renzi.

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