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“Era sana, ora è nel loculo”. Il racconto del Dott. Barbaro (Italexit) alla Giornata Nazionale dei Danneggiati da Vaccino

Pubblicato il 14/09/2022 19:05

Nel Convegno organizzato sabato scorso a Roma dal CONDAV (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino) per la XIX Giornata in ricordo delle persone decedute o rese disabili dai vaccini, il Dottor Giuseppe Barbaro, responsabile del Dipartimento Sanità di Italexit, è intervenuto trattando il tema delle complicanze cardiache a seguito dell’inoculazione del vaccino anti Covid.
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Il Dottor Barbaro ha definito “sconcertanti” le affermazioni del presidente della Società Italiana di Cardiologia, che parla addirittura di vaccino Covid “salvacuore”. La definizione risulta essere ancor più paradossale ed inspiegabile alla luce della dimostrazione in loco delle complicanze del vaccino, che può determinare un’ipertensione o un aggravamento di ipertensione preesistente nel 25-30% dei vaccinati, fino addirittura ad un effetto diretto sui vasi sanguigni, il quale determina l’aumento del rischio di infarto del miocardio nella misura del 20-25%.
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L’esperto ha poi citato un caso particolarmente eclatante, in cui si è registrata una dissecazione post vaccinica dell’aorta toracica con un’infiltrazione di linfociti che ha comportato la rottura della parete arteriosa. In seguito, sono stati citati i dati israeliani che mostrano come sotto i quaranta anni vi sia un incremento del 25% di accesso al pronto soccorso dei soggetti vaccinati per eventi cardiaci. Il Dott. Barbaro ha illustrato anche uno dei casi che lui stesso ha trattato personalmente, ovvero quello di una giovane donna di 48 anni, vaccinata con prima dose Pfizer a luglio 2021 e seconda dose Pfizer il mese successivo.
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Venti giorni dopo l’inoculazione la signora ha riscontrato una miocardite fulminante, con una frazione di eiezione del 15% con un’insufficienza mitralica severa e un pattern restrittivo, il peggior pattern diastolico e predittivo di prognosi infausta. Successivamente le era stata data indicazione di trapianto cardiaco urgente, eseguito poi nel gennaio 2022. Prima della delicatissima operazione, però, alla donna è stato imposto di fare la terza dose, vista la necessità di sottoporsi a terapia immunosoppressiva. Il trapianto, dunque, era condizionato alla terza dose. Assurdo ma vero. La signora è morta nel marzo del 2022 per polmonite da Covid. Conclude Barbaro: “E’ un crimine. La medicina è arrivata ad un livello di disumanità che disonora la nostra professione”. L’intervento completo dal minuto 1:03:40 del convegno CONDAV al seguente link (CLICCA QUI).

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