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Elezioni anticipate e lo spettro di Mario Monti: perché il governo Draghi ora può cadere davvero

Pubblicato il 14/06/2022 12:24

L’aria sembra cambiata parecchio, negli ultimi giorni, dalle parti di Palazzo Chigi. Diventato premier tra gli osanna di gran parte dei partiti politici italiani, quelli abituati da tempo a chinare il capo di fronte alle richieste dell’Ue e offrire cieca obbedienza, Mario Draghi ha goduto durante i primi mesi del suo mandato di attestati di stima continui dentro e fuori i confini. Una situazione sulla carta favorevolissima, insomma. Peccato però che risultati non si siano visti e che i malumori si siano di contro moltiplicati, investendo tutta l’ampia coalizione a sostegno del governo.

Su Draghi si è accanito in queste ore anche l’ex premier Mario Monti: “Lo spread Italia-Germania è salito da 90 punti base (all’inizio del governo Draghi) a 190 di venerdì scorso. Un aumento di 100 punti”, fa notare con una certa cattiveria politica Mario Monti. Il quale non manca di ricordare che “nello stesso periodo lo spread Spagna-Germania è salito di circa la metà (53 punti) e quello Portogallo-Germania ancor meno (39 punti)”. Come dire: se “l’effetto Draghi” è mai esistito, di certo si è dissolto.

In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera, Monti ha ricordato che l’esecutivo era nato con due missioni precise, vincere la pandemia e progettare e realizzare il Pnrr. Il primo obiettivo, secondo l’ex premier, “è stato conseguito”. Sul secondo, invece, il governo è ancora in alto mare e non può bastare la solita scusa della guerra in corso in Ucraina e delle difficoltà economiche che ne derivano. “Poco o nulla è stato fatto sulle riforme strutturali più importanti… per le quali si sono registrati arretramenti da parte del governo che da questo governo non ci saremmo aspettati”.

Sconfessato anche da Monti, non certo un facinoroso oppositore, Draghi si trova oggi in una situazione molto delicataa. Matteo Salvini e Giuseppe Conte hanno ribadito nelle scorse ore il loro no all’invio di armi in Ucraina, aumentando così le crepe in un governo già traballate. Gli indicatori economici non lasciano spazio ai sorrisi. E la sensazione è che quella delle elezioni anticipate sia ipotesi tutt’altro che inverosimile.

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