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Draghi e vaccini per sempre! Il piano per tenere il banchiere a Chigi dopo il 2023

Chi ci sarà dopo Mario Draghi a Palazzo Chigi? Mario Draghi. È questo il sogno indicibile che circola nel Pd e in un’altra bella fetta della politica di sistema italiana. “Per il momento è solo una suggestione: sono tali e tante le variabili in campo che cominciare a discuterne ora è del tutto prematuro”, rivelano a Repubblica alcuni esponenti dem che hanno cominciato a mettere la proposta sul tavolo di alcuni seminari di corrente. Come si potrebbe concretizzare la possibilità che sia Mario Draghi, nel 2023, a succedere a sé stesso? Spiega Giovanni Vitale: “Con una formula di governo magari simile all’attuale”. (Continua a leggere dopo la foto)

Il sistema, insomma, di cambiare non ne ha proprio la minima intenzione. Draghi e vaccini per sempre e sono tutti contenti. Questo è quello che vogliono fare. Enrico Morando, aprendo la convention di Libertà eguale, ala liberal dei democratici, ha parlato di “coincidenza tra l’agenda Draghi e quella del Pd”. E anche questo lo avevamo capito. Poi pensano che sia cosa buon e giusta capitalizzare “il consenso altissimo che il premier riscuote tra gli italiani”, e suggeriscono al segretario Enrico Letta di impegnarsi affinché l’esperienza Draghi prosegua. (Continua a leggere dopo la foto)

Anziché guardare all’esecutivo di unità nazionale come una parentesi — copyright di Goffredo Bettini — “un centrosinistra maturo” dovrebbe avere come obiettivo la permanenza dell’ex banchiere a palazzo Chigi. Traendo il “buon esempio” da quanto accade in Germania: “Dalla capacità del leader socialdemocratico Scholz di presentarsi come il migliore erede della grande coalizione con Merkel, con una Spd che torna competitiva come non era più stata dai tempi di Schroeder”. Per dirla col costituzionalista Stefano Ceccanti, “il Pd si dovrebbe draghizzare di più”. (Continua a leggere dopo la foto)

E ancora oltre si spinge Claudia Mancina: “Invece di pensare a un nuovo partito, potremmo proporre al Pd di candidare Draghi alle prossime elezioni”. Sempre che dia la sua disponibilità, s’intende. Posizione che avrebbe oltretutto il pregio di ricompattare su un unico fronte i vari cespugli centristi: Renzi, Bonino, Calenda e forse pure il corpaccione anti leghista di Forza Italia…

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