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Dopo il danno, arriva la beffa: ecco quanto pagherà lo Stato per smaltire le mascherine “difettose” di Arcuri

Pubblicato il 18/02/2022 15:11

Non occupa più il ruolo di vertice della struttura commissariale da mesi, Domenico Arcuri, sostituito con l’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi dal generale Francesco Paolo Figliuolo. Eppure l’eredità del “re dei flop”, come lo aveva ribatezzato la stampa di fronte ai suoi tanti fallimenti, è ancora strettamente attuale, e chissà quando riusciremo a sbarazzarcene del tutto. A tenere banco in queste ore è l’ennesimo spreco, quello relativo alle mascherine comprate a inizio pandemia, pagate a peso d’oro e che si erano poi rivelate non a norma. Come spesso accade, al danno si è ora sommata anche la beffa.

Figliuolo è infatti riuscito a sbarazzarsi delle mascherine di Arcuri, ma l’operazione non sarà indolore, anzi. Come rivelato da Dario Martini sulle pagine del Tempo, infatti, i 218 milioni di dispositivi individuali “non certificati” e “con scarsa capacità filtrante”, non utilizzabili nella lotta al Covid, saranno smaltiti sì, ma dietro un lauto esborso. A occuparsene sarà la società milanese A2A Recyling Srl, a cui la struttura commissariale pagherà 698mila euro + Iva.

Un finale perfettamente in linea con il disastroso copione seguito fin dall’inizio di questa vicenda. Figliuolo ha provato negli scorsi mesi a liberarsi delle 2.500 tonnellate di mascherine, pubblicando un avviso pubblico per cercare un possibile acquirente, nella speranza che fossero rilevate per scopi industriali. Alla fine, ha alzato bandiera bianca e adottato la determina n.175 con cui viene affidato il servizio di smaltimento alla A2A. Ma scome spiegato dal Tempo, “tutti questi mesi di attesa hanno comportato una conseguenza ‘salata’ per le casse pubbliche”.

Come si legge nella determina, “dispositivi sono attualmente stivati presso vari magazzini SDA (società del gruppo Poste Italiane, ndr), situati nel nord e nel centro Italia, per i quali vengono sostenuti costi di giacenza pari a circa 313mila euro al mesi”. Lo Stato italiano ha quindi pagato negli ultimi otto mesi 2,5 milioni di euro per tenere le mascherine in magazzino, prima di procedere allo smaltimento. Il conto finale, complessivamente, è così lievitato. Ennesimo regalo di quell’Arcuri che continua ad aleggiare sulle teste dei poveri italiani.

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