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Disoccupazione record! Dicevano “nessuno perderà il posto” e invece è andato tutto male

Era marzo dell’anno scorso, l’inizio della pandemia, quando quello che era l’attuale ministro dell’Economia e Finanze, Roberto Gualtieri, a gran voce e con fare paternalistico disse: “Nessuno perderà il lavoro”. Oggi sul Corriere della Sera vengono riportati i dati Istat aggiornati: “Persi in un anno 945mila posti di lavoro”.

In italia il numero di lavoratori da 23.142.000 è sceso a 22.197.000, parliamo di una cifra spaventosa che raggiunge quasi il milione. Il calo si registra soprattutto tra i giovani (15-24), con un -14,7% in un anno, tra i contratti a termine (-12,8%) e tra gli autonomi (-6,8%).

Il Corriere della Sera sottolinea inoltre che l’aggiornamento dei dati ha assimilato il nuovo regolamento dell’Ue, a partire da gennaio 2021, con il quale viene cambiato lo status di occupato, disoccupato e inattivo. Una delle novità di questo cambiamento è che i lavoratori assenti per più di tre mesi non vengono più considerati come occupati, mentre prima sì se percepivano una retribuzione di almeno il 50%. Modifiche che secondo Veronese della Uil sono inappropriate “perchè in piena crisi pandemica”.

Modifiche o no, la realtà non si può negare: è andato tutto male! Le imprese falliscono, l’economia reale soffoca, le famiglie italiane sono arrivate allo stremo, ne sono una prova tutte le manifestazioni di protesta che da Nord a Sud stanno scaldando le piazze.

Hanno bloccato per un anno un’intera Nazione. Hanno ridotto all’osso le imprese e i professionisti a cui hanno impedito di lavorare, senza dare risarcimenti minimamente sufficienti. Per citarne alcuni: ristoratori, proprietari di palestre, professionisti per la cura della persona, operatori del settore del turismo, professionisti del mondo della musica, del teatro… E molti altri. Prosciugano i settori mentre promettono liquidità e sostegni che dovrebbero provenire dalla gabbia europea: pura follia!

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