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“Chiamate un’ambulanza”. Tra Di Battista e Parenzo volano insulti clamorosi: caos a Dimartedì (VIDEO)

Pubblicato il 25/10/2023 15:11

Un faccia a faccia davvero accesissimo, quello andato in scena durante l’ultima puntata del programma Dimartedì, condotto da Giovanni Floris su La7. Ospiti in studio, per affrontare il delicato tema della guerra in Palestina, da una parte Alessandro Di Battista, ex esponente del Movimento 5 Stelle, e dall’altra David Parenzo. I due hanno preso posizioni diametralmente opposte sulla causa scatenante del conflitto e sulle responsabilità di Israele in merito, arrivando presto allo scontro. Ad aprire le danza è stato Di Battista, che ha iniziato a leggere articoli critici sul governo di Netanyahu apparsi sulla stampa israeliana: “Forse qualcuno nel mondo si sta rendendo conto che lo Stato di Israele sta compiendo dei crimini contro l’umanità nella Striscia di Gaza”. (Continua a leggere dopo la foto)
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di battista parenzo dimartedì

“In questi ultimi minuti – ha precisato Di Battista – è arrivato un altro dossier dell’Unicef: 2.360 bambini morti a Gaza per i bombardamenti israeliani in risposta all’attacco di Hamas del 7 ottobre. Quand’è che Israele si fermerà? Quando assassinerà 33 palestinesi per ogni vittima israeliana? È una rappresaglia come le Fosse Ardeatine al contrario?”. (Continua a leggere dopo la foto)

A questo punto, però, Parenzo è letteralmente saltato sulla sedia: “Chiamate un’ambulanza”. Di Battista ha però proseguito, spingendo a intervenire il conduttore Floris: “Un parallelo tra i nazisti e quello che sta succedendo merita una replica”. (Continua a leggere dopo la foto)

di battista parenzo dimartedì

Parenzo ha così contrattaccato: “Paragoni quello che fa lo Stato di Israele ai nazisti, questo la dice lunga sul fatto che hai un problema veramente ideologico su questo”. Secondo il giornalista, Israele è una democrazia con “una fortissima opinione pubblica che per 34 settimane (quelle della protesta sulla riforma della giustizia, ndr) ha detto che Netanyahu era un leader non adatto a governare. Vedi la differenza sta tutta lì, tra la forza delle democrazie di rigenerarsi e di mettersi in discussione e le dittature”.

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