Vai al contenuto

“Integralismo islamico ai confini dell’Italia”. L’orrore nel silenzio di tutti: “A morte perché cristiani”

Pubblicato il 04/05/2023 09:43 - Aggiornato il 04/05/2023 10:05

Rischiano di essere condannati a morte soltanto per essersi convertiti al cristianesimo. Una sorte terribile, quella di sei cittadini libici che sono accusati anche di aver fatto proselitismo, reato punito gravemente dalle nuove leggi sempre più rigorose contro le quali hanno protestato negli ultimi mesi tante associazioni internazionali a difesa dei diritti umani. Il gruppo di donne e uomini, alcuni appartenenti a gruppi etnici minoritari in Libia come amazigh o berberi, sono stati arrestati a marzo dalle forze di sicurezza del governo. (Continua a leggere dopo la foto)
>>> “La mortalità è sempre maggiore nei vaccinati”. La clamorosa intervista del professor Donzelli: le possibili cause

Come raccontato dal Guardian, i sei libici sono stati denunciati ai sensi dell’articolo 207 del codice penale, che punisce ogni tentativo di diffondere opinioni volte ad “alterare i principi costituzionali fondamentali, o le strutture fondamentali dell’ordine sociale” o rovesciare lo Stato. La legge punisce anche chiunque etenga libri, volantini, disegni, slogan “o qualsiasi altro oggetto” che promuova la loro causa. (Continua a leggere dopo la foto)

L’organizzazione per i diritti umani Humanists International aveva già puntato tante volte il dito, in passato, contro la legislazione libica, basata fortemente sulla religione. Una costituzione provvisoria, scritta dopo la cacciata dell’ex leader Muammar Gheddafi nel 2011, garantisce ai non musulmani la libertà di praticare la propria fede. Tuttavia, a seguito dei continui scontri politici il testo è stato momentaneamente sospeso.

Un caso che conferma la pericolossisima situazione che si sta delineando a pochi chilometri da noi: a due passi dall’Italia, persone vengono condannate a morte soltanto per essersi dichiarate cristiane. Il tutto nell’indifferenza generale, senza che le nostre testate ne parlino. I Paesi europei continuano a non dare segnali della propria sovranità, lasciando che orrori del genere vengano commessi in nome della religione. Persino Salvini e Meloni, a parole difensori della cristianità europea, fingono di non vedere. Nel frattempo, però, continuamo a spendere miliardi per inviare armi all’Ucraina.

Ti potrebbe interessare anche: “Facebook condannato al risarcimento”. La storica sentenza contro il social, sconfitto da un avvocato romano