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“Cosa mi ha detto un tassista…”, Massimo Giannini cade nel ridicolo: il surreale aneddoto del giornalista (VIDEO)

Pubblicato il 14/03/2024 22:16

La guerra al contante passa anche da qui. Nei mesi scorsi era una tale Emily Pallini, che abbiamo appreso essere una “TikToker” – sarà una nuova professione? –, a gridare allo scandalo perché il tassista non aveva accettato il pagamento con il Pos, preceduta un po’ di tempo prima da Selvaggia Lucarelli, nota essenzialmente come giudice di “Ballando con le stelle”. Ora a fare l’influencer della lotta al contante, quello stesso contante che un delirante studio ha recentemente additato come causa di inquinamento, ci si mette anche un affermato giornalista. Massimo Giannini, editorialista de la Repubblica e in precedenza direttore de La Stampa, ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo su La7, dibatteva di evasione fiscale e naturalmente nel mirino sono finiti i pagamenti cash, oramai additati quasi come una pratica sconveniente. E così, dopo eruditi richiami alla flat tax, alle Partite Iva e all’Irpef, l’aneddoto sui “messaggi diseducativi” che il governo Meloni starebbe lanciando in merito al rapporto tra il Fisco e il cittadino. (Continua a leggere dopo il VIDEO)

La lezione di economia del tassista

“Tornavo da Milano, mi trovo alla stazione Termini di Roma – un incipit che ha un che di letterario –Fila di taxi come al solito e un tassista, l’ultimo che doveva prendere la lunga fila di utenti, si affaccia dal finestrino e dice Io non prendo la carta di credito, non la prendo, perché voi dovete abituarvi all’idea che l’economia deve girare”, come si legge nel racconto del quotidiano Libero e come si può ascoltare nel video che abbiamo pubblicato. Ecco il punto, il tassista lo ha capito che i pagamenti elettronici l’economia la fanno girare solo per le banche, che incassano enormi cifre esclusivamente grazie alle commissioni. Poi il racconto prosegue, forse un po’ romanzato, ma non tocca quelle alte vette che abbiamo appena citato. Secondo noi, il tassista avrebbe dovuto dire – anche – dell’altro a Giannini: ad esempio, avrebbe potuto far notare che la lotta all’evasione fiscale dovrebbe partire dai grandi evasori, quelli che occultano milioni se non miliardi all’estero, e ricordargli chi sono i padroni del giornale per cui scrive o cose del genere; avrebbe, poi, potuto rimarcare che, mentre per Giannini è stato un “messaggio diseducativo” l’innalzamento della soglia per i pagamenti al contante a cinquemila euro da parte del governo Meloni, parlando addirittura di “Fisco complice”, l’Unione europea lo ha fissato nell’ordine dei diecimila euro, il doppio. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il quadro della situazione”

Ma in fondo quella frase, “voi dovete far girare l’economia” potrebbe essere un buono spunto di riflessione per il sempre preparatissimo Giannini. Se questo era l’esempio per fare “il quadro della situazione”, come lo ha presentato, diciamo pure che poteva fare di meglio.

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