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Cosa ha fatto realmente Draghi? La domanda resta senza risposta

di Gianluigi Paragone.

Non vorrei che nell’entusiasmo della glorificazione di Mario Draghi si smarrisse una domanda fondamentale: ma cosa stanno facendo di così risolutivo il Gran Governatore e i suoi tecnici ministri?

Mi sfugge – ma sicuramente la colpa è mia – un solo atto che impatti positivamente sui cittadini, sulle piccole imprese e sui lavoratori. Ripeto a scanso di equivoci l’espressione “che impatti positivamente”, perché le fregature sono parecchie. Nella retorica delle soluzioni emergenziali <per il bene dei cittadini> e <per onorare i morti per Covid e affinché non capiti più>, sfuggono alcuni dettagli; e si sa che il diavolo si nasconde proprio nei dettagli. L’altro giorno il quotidiano britannico “the Guardian” ha dato notizia della sostanziale inutilità della commissione d’inchiesta parlamentare sulla emergenza a seguito dell’approvazione di un emendamento votato da tutte le forze di maggioranza, dalla Lega a Leu, finalizzato a espungere dal campo di indagine le decisioni del governo nazionale e della giunta regionale lombarda. L’articolo così riporta: “Pd, M5S, Lega e gli altri partiti della maggioranza hanno impedito indagini su come il governo ha affrontato la pandemia”, sottolineando la delusione profonda dei parenti delle vittime del Coronavirus che “stanno spingendo per una inchiesta pubblica completa sulla gestione della pandemia”. In poche parole, la retorica del rispetto delle vittime va a farsi benedire rispetto alla volontà di tenere tutto segreto e coperto. Chi ha paura della verità? (Continua dopo la foto)

GIANLUIGI PARAGONE POLITICO

In poche parole ciò che più servirebbe – la trasparenza – impaurisce la super maggioranza che tiene assieme il governo dei più bravi. Da giorni si discute delle manifestazioni di sabato, dell’occupazione con disordini nella sede della Cgil e della gestione da parte del Viminale. Se non fosse stato per alcune immagini e delle martellanti condivisioni di taluni filmati e/o fotografie, oggi non avremmo elementi che ci consentano di leggere quel che realmente è accaduto. In attesa della “verità governativa” però sono arrivate le limitazioni a manifestare per tutti. Un bel modo democratico per fare capire che tempo che fa in Italia (ogni riferimento alla trasmissione megafono del Palazzo è voluta): tira brutta aria. Aria di censura e di propaganda.

A proposito. Perché una circolare del ministero dell’Interno apre alla gratuità dei tamponi per i soli lavoratori portuali di Trieste? Perché quel che dovrebbe costituire una parità di diritto diventa ulteriore arbitrio, legittimato dalla circolare del Viminale? Per fortuna i portuali di Trieste hanno chiuso la porta in faccia al Palazzo mettendo in chiaro che i diritti non sono in vendita. E soprattutto nessuna discriminazione avverrà mai con il consenso dei lavoratori in lotta. (Continua dopo la foto)

Per chiudere. Dal giorno 15 il green pass diventa obbligatorio per lavorare. Come la mettiamo se le farmacie, per overbooking, renderanno impossibile l’effettuazione del tampone? Il lavoratore dovrà onorare gli impegni contrattuali o sarà esentato per partecipare alla caccia al posto libero? Oppure ancora, che succederà se il sistema operativo del ministero dovesse andare in crash o non processare le domande per il Qr code? Sarà il lavoratore a pagare il mancato ottenimento del certificato verde per colpe non sue? Avrà un altro certificato giustificativo?

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