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Annullata condanna al suocero di Conte. E guarda caso c’è una “leggina” nel dl Rilancio…

Soprattutto per Berlusconi si utilizzava la frase “ad personam”, riferendosi a leggi e leggine che venivano fatte per agevolare o facilitare qualcuno in particolare, molto spesso Berlusconi stesso. Adesso, con Conte alla guida dei giallorossi e del governo, questo temine certa stampa non lo utilizza più. Eppure a far discutere in queste ore è proprio una leggina che sa tanto “ad personam”, e che riguarda proprio il suocero del premier. Cesare Paladino è infatti il papà della compagna di Conte e gestore dell’Hotel Plaza di Roma. Paladino, come scrive il Corriere della Sera, ha infatti ottenuto la revoca della sentenza di patteggiamento a un anno e due mesi di reclusione con l’accusa di peculato.

Facciamo un passo indietro: l’imprenditore non aveva versato due milioni di euro in tassa di soggiorno al Comune di Roma tra il 2014 e il 2018. Quindi, e qui c’è un altro tocco di “magia” di questa controversa era giallorossa, il suocero di Conte avrebbe così fregato la Raggi, volto di punta proprio del Movimento 5 Stelle. Il Gup Bruno Azzolini ha dunque ora accolto l’istanza del legale difensore Stefano Bortone d’incidente di esecuzione. Per il giudice “il fatto non è previsto dalle legge come reato” perché grazie ad una norma della scorsa primavera inserita nel decreto Rilancio varato dal governo Conte, la condanna si è potuta trasformare in semplice sanzione amministrativa.

Non si sono sentite, però, ancora le voci di del Movimento 5 Stelle su questa vicenda, su questa casualità. E non si sentono nemmeno le grida “onestà, onestà, onestà”. Il dl Rilancio contiene una norma, l’articolo 180 per la precisione, che prevede una particolare depenalizzazione per coloro che gestiscono gli alberghi. Nel passato se un albergatore si fosse intascato la tassa di soggiorno che è obbligato ad esigere ogni giorno ai propri ospiti, sarebbe finito in galera.

Oggi, a leggere il terzo e il quarto comma dell’articolo 180 del nuovo decreto, non è più reato: l’albergatore dovrà pagare una sanzione amministrativa. E così farà anche Cesare Paladino, suocero di Conte. Piccola precisazione: ricordiamo che anche questo è un decreto sulla pandemia…

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