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Conte pronto a tornare in Parlamento: il piano di Pd e M5S per restituirgli un posto al sole

Giuseppe Conte sgomita, alla disperata ricerca di un po’ di visibilità. Scelto da Beppe Grillo come nuovo leader dei Cinque Stelle, dopo una lunga telenovela che ha spaccato in due il Movimento, l’ex premier si trova al momento avvolto da una fitta nebbia che rischia di inghiottirlo e minarne definitivamente la popolarità, fuori dal Parlamento e con il serio rischio di finire ai margini delle trattative per l’elezione del prossimo Capo dello Stato. Con Luigi Di Maio che, sornione, approfitta per ritagliarsi margini di manovra crescenti. E con il Pd preoccupato dall’incapacità del leader di controllare gli onorevoli pentastellati.

Da qui, come raccontato da Mario Ajello sulle pagine del Messaggero, la decisione di una svolta, necessaria per aumentare il peso politico del fu Avvocato del Popolo: il Pd sarebbe pronto a dare via libera alla candidatura di Conte nel collegio Lazio 1, il centro storico di Roma (Celio, San Saba, Testaccio, Trastevere, Flaminio), zona storicamente appannaggio dei dem e che aveva visto in passato alternarsi nomi di peso come Roberto Gualtieri e Paolo Gentiloni.

Un passo avanti deciso in questo senso lo ha fatto l’ex segretario e governatore del Lazio Nicola Zingaretti, che ha rotto gli indugi annunciando pubblicamente: “Conte candidato in questo collegio è un’opportunità da valutare: noi dobbiamo costruire un’alleanza che si prepara a vincere le elezioni”. La scelta dell’ex premier come candidato comune alle suppletive servirebbe, dunque, a cementare l’alleanza Pd-M5S in vista delle prossime politiche, che salvo cadute anticipate del governo andranno in scena nel 2023.

A conferma della candidatura imminente, scrive il Messaggero, ci sarebbe anche il mutato atteggiamento dello staff di Conte: fin qui, ogni volta che si parlava di una possibilità del genere arrivava puntualissima una smentita ufficiale, ora le bocche sono invece cucite. Un modo, tra l’altro, per sbrogliare una matassa che rischiava di ingarbugliarsi parecchio per il Pd, ancora incerto sul collegio Lazio 1, ed evitare ai Cinque Stelle la figuraccia di dover presentare un nome senza alcuna reale speranza di vittoria. Conto alla rovescia scattato, insomma, per il ritorno di Giuseppe Conte in Parlamento.

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