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“Prova ad impedire la verità sul Covid”. Attacco a Conte e al M5S: l’ultima “porcata” sulla Commissione d’inchiesta

Pubblicato il 08/11/2023 12:25
Commissione inchiesta Covid Conte

Terrorizzato. Terrorizzati. Questo è lo stato d’animo di Giuseppe Conte e del M5S in merito alla Commissione d’inchiesta sul Covid. Il governo pandemico dell’ex avvocato del popolo, con il suo fido Roberto Speranza, ha messo in ginocchio economicamente, sanitariamente e socialmente un’intera nazione. E ora l’idea che si possa fare luce sulle malefatte di quell’epoca – di cui paghiamo pegno ancora oggi – fa impazzire i protagonisti dei dpcm e della sospensione della democrazia. Proprio oggi, 7 novembre 2023, si discute in Senato della commissione. Ed è dal senato che arriva un pesante attacco a Conte per i suoi tentativi di affossare l’inchiesta. Eppure l’Italia e gli italiani meritano verità e giustizia. Matteo Renzi su X (l’ex Twitter) ha scritto: “Oggi il Movimento 5 Stelle proverà ad affossare la Commissione Covid con la pregiudiziale al Senato. Saremo in Aula e spiegheremo perché vogliamo la verità sui soldati russi in Italia, sui ventilatori cinesi malfunzionanti, sulle maxi-provvigioni delle mascherine. Ma i grillini non erano quelli che volevano sempre la verità e la trasparenza? E allora perché Giuseppe Conte ha così paura della Commissione?”. (Continua a leggere dopo la foto)
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Già, paura. È questa che prova Giuseppe Conte. Ed è proprio per paura che lui e i suoi ex compari del Pd hanno già, nel testo licenziato in prima lettura dalla Camera, avanzato diverse modifiche. In particolare, la commissione d’inchiesta non avrà più il compito di indagare “eventuali obblighi e restrizioni carenti di giustificazione in base ai criteri della ragionevolezza, della proporzionalità e dell’efficacia, contraddittori o contrastanti con i principi costituzionali”, ma si limiterà a esaminare il fondamento scientifico delle misure di contenimento. Non solo. L’operazione di svuotamento di senso della commissione, per timore che venissero a galla tutte le malefatte (e questo la dice lunga sulla malafede e sulla volontà di tenere tutto nascosto), ha fatto sì che la commissione non dovrà più “valutare la legittimità della dichiarazione dello stato di emergenza e delle relative proroghe nonché dell’utilizzo dello strumento della decretazione d’urgenza”. Stato di emergenza, Dpcm e restrizioni, dunque, non saranno più oggetto di indagine. I tre capisaldi del governo Conte sono fuori dall’inchiesta. (Continua a leggere dopo la foto)
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Commissione d’inchiesta Covid, Conte la paura fa 90

La maggioranza di governo e Italia Viva, che si stanno dando da fare per far partire quanto prima la Commissione d’inchiesta sul Covid, hanno ora il timore che questo iter venga ulteriormente rallentato dal Movimento 5 Stelle e dalla sinistra alleata di Giuseppe Conte. Infatti, anche Alleanza Verdi e Sinistra al Senato ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità all’istituzione della commissione d’inchiesta Covid e sulle misure per prevenire e affrontare l’emergenza. Replica Fratelli d’Italia: “È ora di fare luce. Troppi sono ancora gli interrogativi che aleggiano su una fase storica che ha fortemente segnato la nostra nazione a livello politico e sociale. Tra i temi di indagine rivendico l’inserimento anche dell’efficacia dei protocolli terapeutici in relazione alla loro applicazione nelle terapie domiciliari e nelle cure ai soggetti più fragili. E gli atti di Commissione Ue ed Ema sui vaccini”. Chi ha paura di questa commissione ha chiaramente qualcosa da nascondere.

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