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“Non mangiatele”. Colera in Italia, ecco cosa c’è dietro. L’allarme dei medici

Pubblicato il 12/07/2023 10:29 - Aggiornato il 13/07/2023 09:27

Un allarme inaspettato e che da giorni occupa le prime pagine dei giornali, quello esploso di colpo in Sardegna. Dove, dopo oltre cinquant’anni, è stato registrato un nuovo caso di colera. Il paziente è un uomo di 71 anni, in cura presso l’ospedale Santissima Trinità di Cagliari, che al momento non sarebbe in pericolo di vita. L’episodio ha però scatenato un clima di psicosi, con controlli su parenti e amici dell’uomo e il timore che la malattia possa diffondersi rapidamente sull’isola. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss) sta cercando di capire che seriotipo si tratti, mentre sono state già avanzate alcune ipotesi sulla possibili cause del contagio. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Il servizio Igiene pubblica della Asl di Sanluri, che ha competenza sulla zona di Arbus dove vive il paziente, sta facendo controlli a tappeto” ha annunciato Goffredo Angioni, che alla Asl di Cagliari dirige il reparto Malattie infettive e in queste ore ha in cura il 71enne. Al momento, nessun altro sull’isola ha manifestato gli stessi sintomi. (Continua a leggere dopo la foto)

“Non mangiatele”. Colera in Sardegna, ecco cosa c’è dietro

L’assenza di altri casi è considerato un buon segnale, nell’ottica di una possibile pandemia. Timore, quest’ultimo, che però non è ancora stato del tutto scongiurato. Tra le possibilità c’è quella che il paziente sia entrato in contatto con il colera consumando alcuni frutti di mare crudi. (Continua a leggere dopo la foto)

“Inizialmente ha fatto capire di aver mangiato cozze crude, ma non c’è la certezza che lo fossero – ha precisato Angioni -. Nelle campagne di Arbus quest’uomo cura un orto e lì si stanno analizzando le verdure, l’acqua del pozzo e la rete fognaria. Si valuta anche se abbia avuto contatti con persone che arrivano da Paesi dove il colera è una realtà, nulla resterà intentato”.

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