in

Clima, il mondo celebra la svolta green a Cinque Stelle: piace l’idea di portare a scuola il problema del pianeta

Un bel primato, in un momento in cui il nostro Paese si trova a vivere giorni concitati su fronti quali l’ex Ilva che chiamano inevitabilmente in causa il tema dell’inquinamento e dell’impatto sul clima. L’Italia è infatti il primo Paese al mondo che inserirà all’interno dei programmi scolastici, a partire dal prossimo anno, lo studio dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile, che impegneranno obbligatoriamente gli studenti per 33 ore, circa una a settimana.

Le proteste sul clima arrivano a scuola

L’annuncio del ministro Lorenzo Fioramonti in un’intervista alla Reuters ha fatto il giro del web in poche ore, tanto da finire celebrato sulle principali testate internazionali. L’Indipendent ha indicato il nostro Paese come un modello da seguire, spiegando come anche altre materie tradizionali come la geografia e la matematica saranno a loro volta studiate da una prospettiva diversa e in linea con un modello di sostenibilità che tenga sempre in considerazione il clima.

Una battaglia che vede il Movimento Cinque Stelle in prima linea, nonostante gli attacchi da parte delle opposizioni di turno. Quelle che, ad esempio, bollavano i venerdì delle proteste contro i cambiamenti climatici come una scusa “per saltare scuola”, ignorando il significato e le reali dinamiche di un processo nato dall’iniziativa di Greta Thunberg e subito imitato a ogni latitudine del mondo occidentale.

Il ministero dell’Istruzione ha inoltre realizzato il sito www.ilverdeascuola.it dedicato alla raccolta di proposte provenienti da studenti, docenti e realtà scolastiche, relative ai temi dell’ambiente, del cambiamento del clima e dell’educazione alla sostenibilità.

Ti potrebbe interessare anche: https://www.ilparagone.it/senza-categoria/sassoli-e-gentiloni-si-ritrovano-a-bruxelles-due-carriere-rinate/

Arcelor-Mittal è un inquinatore seriale. Ecco dove e come avvelena il mondo. E noi gli dovremmo dare lo scudo penale?

Banche tedesche, c’è l’aiutino del governo. Così Berlino salva le disastrate Deutsche Bank e Commerzbank