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Clandestini come lavoratori a basso costo. Il “trucchetto” della Lamorgese che piace alla sinistra (e non solo)

Pubblicato il 05/06/2022 16:30

La guerra in Ucraina sta avendo pesanti ripercussioni in Africa. La crisi alimentare, con duecento milioni di persone a rischio di fame, sono più di un’ipotesi e questo, di certo, avrà un notevole impatto sulle nostre coste. Il compito di gestire questa patata bollente spetta al dicastero dell’Interno e, di conseguenza, al ministro in carica, Luciana Lamorgese. Peccato che l’ex Prefetto di Milano non sembri essere minimamente in grado di affrontare il problema, anzi, sembra che stia tentando di truccarlo da risorsa, garantendosi un presente sereno, un futuro di coccole istituzionali e un paracadute alla propria inefficienza.
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Due piccioni con una fava

Secondo quanto riferisce la ministra, l’Europa si starebbe impegnando nel dare risposte alla questione, essendo il problema di carattere comunitario. Realisticamente, però, è lei la prima a sapere che, al momento clou, Bruxelles si volterà dall’altra parte come ha sempre fatto. Così, l’allarme lanciato da Coldiretti, con gli agricoltori che non trovano manodopera per il raccolto nei campi, diventa una vera e propria manna dal cielo per la Lamorgese. La ministra, infatti, coglie la palla al balzo ed annuncia un decreto flussi, finalizzato al reperimento di “risorse” che siano disponibili a fare quei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Non possiamo risolvere il problema dell’immigrazione clandestina? Bene, prendiamo due piccioni con una fava!
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Mancano i lavoratori? Importiamo schiavi!

Ebbene, siccome non siamo nati ieri e camminiamo oggi, siamo tutti ben consapevoli del fatto che il problema della mancanza di manodopera, del caporalato e dello sfruttamento dei clandestini al Sud non si risolve importando disperati dall’Africa. Non è certo per colpa della mancanza di irregolari (che in Italia sono fin troppi) che la Coldiretti non trova lavoratori per i campi. I motivi sono da ricercarsi altrove, a partire dal reddito grillino che, così com’è stato – di fatto – impostato, ha convinto milioni di di italiani al non lavorare. Nondimeno, i dati dell’economia del Belpaese sono agghiaccianti. Come riporta Libero, l’Italia è il solo Paese europeo dove il reddito da lavoro è calato rispetto a vent’ anni fa. Di contro, da inizio 2022, i costi di produzione in Europa sono saliti mediamente del 37%, a causa delle politiche scellerate del Governo e di un’inflazione creata artificialmente da Bruxelles.
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Perché la Lamorgese piace al Governo

In un simile contesto, creato dai cervelloni della sinistra dem, progressista ed europeista, con l’aiutino degli amici del centrodestra, va da sé che l’unica strada per aumentare la produttività nel Paese sia il taglio degli stipendi. Il tutto viene clamorosamente favorito dall’importazione di lavoro a basso costo, attraverso sanatorie, decreti flussi eccetera. Quando si vuol tirare acqua al proprio mulino, a scapito della collettività, la regola d’oro è mettere un incompetente al comando, facendo esplodere le bombe sociali per poi dirgli cosa fare. Ecco spiegata la presenza della Lamorgese.

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