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“Alla fine sono arrivati”. Lo schiaffo in faccia alla sanità italiana è giunto a compimento: “Vergogna!”

Pubblicato il 28/12/2022 17:04 - Aggiornato il 28/12/2022 17:06

Sono arrivati a Cosenza i primi cinquanta medici cubani, chiamati con un regolare contratto interinale, per essere impiegati nelle strutture ospedaliere calabresi. Nonostante diverse smentite, alla fine sono arrivati. La controversa iniziativa messa in campo dalla Regione Calabria fa seguito alla convenzione sottoscritta nello scorso mese di agosto dal presidente della Regione Calabria, nonché commissario ad acta per la sanità, Roberto Occhiuto, all’ambasciata della Repubblica di Cuba a Roma con la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos S.A., tra aspre polemiche. In tutto dovrebbero essere 497 i sanitari caraibici coinvolti, per almeno sei mesi e ulteriormente prorogabili. Una volta in grado di poter assumere servizio, i professionisti cubani che fanno parte di questo primo contingente, come riferisce Quicosenza saranno assegnati agli ospedali di Locri, Polistena, Gioia Tauro e Melito Porto Salvo. Successivamente si interverrà nelle altre strutture della regione.

La logica fallace dei tagli a un comparto critico come quello sanitario ha generato dei mostri. La Calabria ha una straordinaria necessità di medici, su questo conveniamo tutti, ma è mai possibile che vi sia carenza di personale laddove i medici calabresi – quando non sono sospesi per non aver ottemperato all’obbligo vaccinale – siano costretti a cambiare regione o addirittura Paese per mettere a frutto le proprie competenze, al punto che vengano a loro preferiti dei medici provenienti addirittura da un altro continente? Una classica forma di autorazzismo, si potrebbe dire. Ricordiamo ai non calabresi che Roberto Occhiuto, paladino della crociata vaccinale, è lo stesso che si vantava in televisione di aver messo Wanted sui no vax. (Continua a leggere dopo la foto)

Arrivati Cosenza Cinquanta medici cubani assunti convenzione presidente Occhiuto

“Abbiamo lavorato molto per avervi qui, sono stati molti i problemi burocratici, che però abbiamo risolto perché vi volevamo in Calabria: abbiamo bisogno del vostro aiuto nei nostri ospedali”. Con queste parole, nella caserma del Primo Reggimento Bersaglieri di Cosenza, il presidente della Regione ha accolto i cinquanta professionisti cubani. In tutto sarebbero 2.407 le unità mediche di cui le strutture pubbliche calabresi hanno bisogno, come ci informa Fortune Italia. Li importeremo tutti dall’estero? A fronte di decine e decine di medici e sanitari calabresi sospesi dal servizio, o “semplicemente” diffidati, per essersi rifiutati di farsi inoculare il siero sperimentale, lo stesso Occhiuto, non molto tempo fa, si fece scappare una frase sibillina e un po’ ambigua, su non meglio precisati protocolli che permetterebbero loro di essere “reintegrati in condizioni di sicurezza anche per i pazienti”. Cosa intende, ci domandiamo, e di che genere di sicurezza parliamo? Il governatore continua nella vergognosa discriminazione verso dei professionisti che, sino a prova contraria, sono persone sane e non hanno abdicato ai propri doveri deontologici. (Continua a leggere dopo la foto)

Ricordiamo che il delicatissimo comparto della Sanità, di cui, come detto, è Commissario ad acta lo stesso presidente Occhiuto, per via del famigerato Piano di Rientro (come se fosse una qualsiasi azienda) ha, negli ultimi 12 anni, sancito il blocco delle assunzioni, votato in Regione da centrodestra, centrosinistra e Movimento cinque stelle e fatto venir meno ben tre miliardi di euro, tramite dei tagli indiscriminati. Inutile dire quanto il tema della sanità rappresenti la questione più spinosa, che non può essere sanata attraverso un provvedimento superficiale, controproducente e profondamente scorretto.

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