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Ci sono anche gli eroi. Salva una ragazza, viene accoltellato ma deve pagare lui

Pubblicato il 24/11/2023 18:27 - Aggiornato il 25/11/2023 08:03

In questi giorni di polemiche, mentre tutto il genere maschile viene accusato da più parti di ogni nefandezza, ecco la storia di un eroe. Un eroe lasciato solo. Si chiama Francesco Micciantuono, ha 58 anni, fa il macellaio di professione, è un ex parà. Nel marzo di quest’anno ha salvato una ragazza aggredita da un uomo armato di coltello: Abrahman Rasi, marocchino, che ha trasformato un pomeriggio milanese in un momento di terrore. Alle 17.40, in zona Stazione Centrale, aggredisce una ragazza spagnola al secondo mese di gravidanza. Prima di rubarle il telefonino, la scaraventa a terra e la colpisce con una scarica di pugni al volto. Poco dopo, nel sottopasso del Mortirolo, aggredisce una 38enne italiana. Poi, in via Gluck, è la volta di una 58enne salvadoregna. Altro furto di cellulare condito con una coltellata a una mano. (continua dopo la foto)

Francesco Micciantuono

La mattanza prosegue in Viale Monza, dove l’aggressore, ubriaco e armato, va all’assalto di una ragazza 23enne. Lei cerca di scappare ma l’uomo le punta il coltello alla gola. A quel punto, attirati dalle urla, intervengono tre uomini in sua difesa. Fra di loro c’è anche Francesco Micciantuono, in quel momento seduto ai tavolini di un bar. “Ho sentito le grida di aiuto”, dirà in seguito. “Ho una figlia della stessa età di quella ragazza e sono intervenuto”. Abrahman inizia a menare fendenti e ferisce Francesco a un braccio. Una brutta ferita. A nove mesi di distanza, l’eroe di Viale Brianza porta ancora i segni di quel drammatico pomeriggio. “Convivo con il dolore”, racconta, “Ho preso una coltellata al braccio destro. Ho riportato anche la frattura dello scafoide. Sono stati mesi di visite mediche e riabilitazione. Con il mestiere che faccio, quelle ferite sono un problema”. (continua dopo la foto)

Francesco non si è pentito di nulla. Ma oggi è un uomo abbandonato, in primo luogo dallo Stato. “La cosa che mi fa più rabbia”, dice, “è che sono stato lasciato solo. Visite mediche, ticket, me la sto vedendo io. Non pretendo nulla, ma alle persone per bene che non si girano dall’altra parte lo Stato dovrebbe almeno riconoscere le spese che poi si trovano a sostenere”. Purtroppo l’avvocato Musicco, che assiste Francesco gratuitamente e gli ha suggerito di costituirsi parte civile, non è ottimista. “E’ impossibile cottenere un risarcimento, Rhasi è nullatenente”, spiega. “La soluzione dovrebbe essere un nuovo fondo di garanzia per vittime di reati violenti. Diverso da quello attuale, che solo talvolta e dopo anni offre risarcimenti comunque non decorosi”. Un fondo, conclude l’avvocato, simile a quello per le vittime della strada. E sarebbe il minimo. Perché non è accettabile che uno Stato abbandoni i suoi eroi.