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“Ci siamo fatti fregare da Big Pharma”: da Draghi a von der Leyen, ora lo ammettono tutti

Alla fine, inevitabili, sono arrivate anche le ammissioni di colpa, in merito alla gestione di un piano vaccinale che non sarebbe potuto essere organizzato peggio, tra ritardi, polemiche e un sistema di priorità che fa acqua da tutte le parti. Senza nemmeno che si sia ancora riusciti a dare chiarimenti ai cittadini circa la reale efficacia e sicurezza dei farmaci messi in campo. Cospargersi il capo di cenere è così diventato di colpo l’unico modo per non perdere completamente la faccia, rito al quale i leader dei Paesi europei sono ormai costretti anche a causa dell’infausto paragone con un Regno Unito che, fuori dall’Ue, marcia invece a gonfie vele verso un ritorno alla normalità. E al quale non ha potuto sottrarsi nemmeno Draghi.

"Ci siamo fatti fregare da Big Pharma": da Draghi a von der Leyen, ora lo ammettono tutti

La follia con la quale l’Unione ha firmato contratti surreali con i colossi di Big Pharma, a tutto vantaggio di questi ultimi data la quasi totale assenza di penali da poter far scattare, è sotto gli occhi di tutti. Con Mario Draghi che, nel corsso dell’ultimo Consiglio europeo, si è trovato costretto suo malgrado a spiegare: “L’Unione europea deve far sentire la propria voce, anche con decisioni molto risolute, dando corpo al timore di non riuscire a mantenere gli impegni con i propri cittadini. Non possiamo restare inermi di fronte al mancato rispetto dei contratti da parte delle case farmaceutiche”.

"Ci siamo fatti fregare da Big Pharma": da Draghi a von der Leyen, ora lo ammettono tutti

Un meeting all’insegna dell’ovvio, durante il quale si è arrivati alla conclusione che “i cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati” dalle multinazionali dei vaccini”. Prendere, per esempio, AstraZeneca: l’azienda si era impegnata a garantire 120 milioni di dosi nel primo trimestre, ma è arrivata a malapena a 18 milioni sui 30 milioni attesi fin qui. Di questo passo, sarà impossibile anche solo avvicinarsi al traguardo fissato.

Un Consiglio Europeo sintetizzabile con un laconico “ci siamo fatti fregare, e di brutto”. Con divisioni tra gli Stati che si sono fatte registrare sul fronte export. Il tutto mentre, poco fuori dall’Ue, il Regno Unito continua nella sua inarrestabile corsa verso la fine dell’incubo, con vaccinazioni record figlie della possibilità di prendere decisioni in totale autonomia. Esattamente quello che non hanno potuto fare gli Stati prigionieri degli errori dell’Unione.

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