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Chico Forti deve tornare in Italia. Gli Usa non possono ignorare l’accorato appello della madre

Vi abbiamo raccontato in questi giorni della vicenda di Chico Forti, ex velista e produttore televisivo che dal 2000 sta scontando negli Usa una condanna all’ergastolo per il presunto omicidio di Dale Pike, avvenuto il 15 febbraio 1998 a Miami. Un delitto per il quale si è sempre professato innocente e che aveva visto scendere in campo, al solito con parole mai seguite da fatti, anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che a dicembre 2020 aveva annunciato trionfante: “Ho una bellissima notizia: Chico Forti tornerà in Italia”. Sei mesi dopo, l’uomo è ancora rinchiuso in un carcere americano.

Tralasciando l’ennesima figuraccia di Di Maio, che conferma la sua rilevanza prossima allo zero assoluto una volta varcati i confini nazionali, vale la pena però rilanciare l’appello arrivato in queste ore dalla madre di Forti, Maria, che attraverso le pagine de L’Adige ha chiesto di poter riabbracciare il figlio, che non vede ormai dal 2008: “Faccio un appello a Mario Draghi, le chiedo dall’alto della sua autorevolezza di aiutare il governo e i ministri che si sono attivati per portare a casa Chico”.

“Al telefono non lo sento dall’11 ottobre dell’anno scorso – ha raccontato un altro parente, lo zio Gianni Forti- comunichiamo con qualche sporadica mail e abbiamo notizie ogni 15 giorni da un amico, Roberto, che continua a visitare Chico in carcere appena può. Sappiamo che sta bene, ma questa spasmodica attesa rischia di diventare logorante”.

“Dopo quasi sei mesi dall’annuncio – ha detto Gianni, ricordando le parole di Di Maio – sarebbe utile che il ministero degli Esteri e quello della Giustizia italiano pianifichino una strategia comune per poi confrontarsi con il Dipartimento della giustizia americano per ottenere in tempi certi la documentazione per il trasferimento. Se non parte l’incartamento, non torna Chico. Cosa ci sia dietro questi ritardi non è dato saperlo a noi comuni mortali, ma speriamo di superare anche questo ostacolo”.

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