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Stroncato dall’Ue, premiato da Conte: chi è Arcuri, l’uomo scelto per affrontare il coronavirus

Pubblicato il 14/03/2020 12:39

L’uomo che il premier Giuseppe Conte ha annunciato in diretta nazionale come commissario scelto per gestire l’emergenza coronavirus che sta mettendo in ginocchio l’Italia. Domenico Arcuri, l’asso nella manica di Palazzo Chigi. Un nome che, però, non ha mancato di suscitare polemiche nel giro di poche ore. Il motivo? Una serie, in realtà. C’è chi si chiede, ad esempio, se la decisione non sia stata presa anche in virtù del ruolo che Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa della quale lo stesso Arcuri è presidente, potrebbe giocare sul fronte Ilva e Alitalia. O perché il Mediocredito centrale, controllato da Invitalia, potrebbe essere la mano santa per la Popolare di Bari.

Stroncato dall'Ue, premiato da Conte: chi è Arcuri, l'uomo scelto per affrontare il coronavirus

Arcuri è persona molto gradita al premier anche per il Cis Capitanata, il piano di interventi per “valorizzare le eccellenze culturali, naturalistiche, artigianali e produttive” del Foggiano all’interno del quale Invitalia ha il ruolo di centrale di committenza grazie a un decreto firmato proprio da Conte. Una spesa complessiva da circa 500 milioni di euro, dei quali 5 saranno destinati, scrive La Notizia, alla “creazione di un sistema aperto per l’utilizzo del lago di Occhito ad uso turistico” a Volturara Appula, paese dove è nato il presidente del Consiglio.

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Di origini calabresi e laureato in Economia alla Luiss di Roma, Arcuri ha 57 anni e dal 2007 riveste il ruolo di ad di Invitalia. Legato da forti amicizie a Massimo D’Alema e all’attuale ministro dell’Economia Gualtieri, è resistito negli anni all’alternanza di governi di destra e sinistra, con il suo mandato scaduto ad agosto che è stato riconfermato a novembre. Conte lo ha scelto attribuendogli straordinarie capacità di spesa, “ampi poteri di deroga”, “il potere di impiantare nuovi stabilimenti” e “sopperire alle carenze riscontrate”. Tutto il possibile, dunque, per far fronte all’emergenza coronavirus.

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Arcuri non era però stato del tutto al riparo da qualche accusa in passato: nel 2021 era stato accusato dalla Commissione europea di gravi carenze e criticità nella gestione degli interventi finanziati dal Pon R&C (Piano operativo nazionale Ricerca & competitività) 2007-2013. Un piano da oltre 3 miliardi che doveva favorire la capacità di “produrre e utilizzare ricerca e innovazione” in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Dopo 5 anni, risultavano erogati soltanto 652 milioni sul totale della somma stabilita, dettaglio che aveva ovviamente fatto drizzare le antenne di Bruxelles. Una bocciatura totale, con l’Ue a sottolineare carenze, ritardi e mancanza di trasparenza su ogni fronte. Il senatore Cinque Stelle Lannutti aveva parlato di Arcuri come di un “carrozzone della vecchia Repubblica”. Tempi lontani: oggi è a lui che viene affidata la gestione dell’emergenza dal governo giallorosso.

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