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Cancelleri: “Tutti sacrificabili, anche Bonafede”. L’importante è evitare il ritorno al voto

Tutto è lecito pur di salvare la poltrona. Un messaggio già chiaro, evidente dalle manovre che i giallorossi stanno portando avanti in questi giorni convulsi alla ricerca di prezioso consenso per evitare la fine anticipata della legislatura. Ma addirittura esplicitato, tanto per fugare ogni dubbio, da uno dei big dell’esecutivo, il viceministro ai Trasporti Giancarlo Cancelleri. Uno dei nomi di peso dell’ala “governista” del Movimento Cinque Stelle, per intenderci. Che intervistato da La Stampa ha lasciato aperta ogni singola porta, persino quella che porta nuovamente a Matteo Renzi. Un posto in Parlamento, d’altronde, vale più di mille belle intenzioni.

Cancellieri: "Tutti sacrificabili, anche Bonafede". L'importante è evitare il ritorno al voto

“Conte ha detto ‘mai più’ con riferimento a Renzi? – ha così chiarito Cancellieri – il ‘mai più’ non credo esista nella vita, figuriamoci in politica. Certe posizioni rigide, in una situazione come questa, non giovano a nessuno. Il dialogo, invece, fa sempre crescere”. E ancora: “Una trattativa con Renzi in questo momento mi sembra difficile, più semplice un confronto con i singoli parlamentari di Italia Viva”. Chi vuole, insomma, è ancora in tempo per saltare dall’altra parte della barricata, anche tra le fila del partito del Rottamatore.

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Cancellieri: "Tutti sacrificabili, anche Bonafede". L'importante è evitare il ritorno al voto

Ogni pedina, in questo scacchiere intrigato, è sacrificabile in nome del risultato finale. A partire dal ministro della Giustizia Bonafede, nelle prossime ore protagonista di un voto particolarmente delicato. Una figura che il Movimento continua a difendere, ma che nessuno baratterebbe con un aggravarsi della crisi: “Credo che nessuno in questo momento possa ritenersi indispensabile, e lo dico anche di me stesso. Se dobbiamo mettere al centro il bene dell’Italia, dobbiamo essere pronti a sacrificare anche le nostre posizioni”.

Cancellieri: "Tutti sacrificabili, anche Bonafede". L'importante è evitare il ritorno al voto

E se alla fine l’agognata solidità fosse raggiunta con l’aiuto di Udc e Forza Italia, un tempo considerati “nemici da abbattere” da un Movimento che schiumava rabbia nelle piazze italiane, poco importa: “È un momento talmente grave che non potrei mettere le ritrosie personali di fronte al bene del Paese. Certe valutazioni, semmai, le faremo più avanti”. Andare al voto, d’altronde, “sarebbe una follia”, secondo Cancellieri. E allora ben venga sedersi a tavola con chiunque, pur di non perdere la sedia.

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