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Bufale.net: cacciatori di fake news a senso unico

Bufale.net è un nome piuttosto noto per chi s’informa prevalentemente online. E’ un sito nato per smascherare le notizie false, le “bufale” appunto, diffuse tramite i più diversi canali online, dai siti amatoriali ai giornali di editori grandi e piccoli, dai blog agli account e pagine sui social come Facebook e Instagram. Il sito Bufale.net esiste da molti anni, il dominio è infatti stato registrato nel 2014. Oggi, tuttavia, da sito quasi amatoriale animato dalla semplice buona intenzione e diventato uno strumento politico. E da quanto è possibile apprezzare consultando gli ultimi articoli pubblicati, a “senso unico”.

Bufale.net

Chi c’è dietro a Bufale.net

Bufale.net è stato fondato nel 2014, data di registrazione del dominio come risulta su Domaintools, uno strumento online che permette di verificare le informazioni relative ad ogni sito web. Già da questa ricerca, la prima sorpresa: non è dato sapere chi abbia registrato il dominio e chi ne siano i titolari legali, perché il dato è riservato. Il sito, inoltre, è ospitato da un server localizzato negli Stati Uniti.

Per sapere chi c’è dietro a Bufale.net dunque, l’utente medio di internet deve fidarsi di quel che può leggere sul sito stesso. Nella home page, in basso, si legge: “Bufale.net è un servizio contro le fake news a disposizione dei cittadini ideato, fondato e diretto da Claudio Michelizza e Fabio Milella”. Non sono disponibili informazioni sulla società che lo edita e tantomeno un numero di partita Iva (informazioni obbligatorie su ogni sito web che presenti spazi pubblicitari nelle sue pagine).

Va meglio consultando la pagina “Privacy e cookie policy” dove scopriamo che i titolari del trattamento dei dati personali sono:

  • Mosai.co s.r.l., con sede a Finale Ligure (SV), Corso Europa 47/7
  • Claudio Michelizza

Quindi Mosai.co s.r.l. è l’editore di Bufale.net? Macché, si tratta della concessionaria pubblicitaria che utilizza il più noto brand commerciale Nexilia. Quindi torniamo al punto di partenza. Bufale.net non si sa ufficialmente di chi sia, perché la proprietà del dominio è coperta. Il sito dichiara come fondatori Claudio Michelizza e Fabio Milella. La società editrice, sempre che esista, non è menzionata. Il sito non è una testata giornalistica e non è nemmeno iscritto al registro degli operatori della comunicazione (R.O.C). Insomma, per un sito che si definisce un “servizio contro l fake news” non è certo il massimo. Della trasparenza prima di tutto.

Riguardo ai suoi fondatori Bufale.net è invece molto più trasparente. Di Claudio Michelizza, 42 anni, scopriamo che è “un debunker italiano appassionato di giornalismo e di storia sin da piccolo”. Bene, per chi non lo sapesse il “debunker” è una persona che espone la falsità di un’idea o convinzione. Opera dunque per smascherare fake news, falsità varie in tutti i campi, dall’attualità alla scienza. Michielizzi lo fa da diversi anni e collabora anche con alcuni media nazionali, tra cui Radio24, emittente radiofonica del Sole 24Ore

Dell’altro nome citato alla pagina “chi siamo”, Fabio Milella scopriamo che “Dal padre, giornalista e pubblicitario, eredita la passione il giornalismo, passione alla quale coniuga le proprie competenze informatiche che lo porteranno nel 2013 a fondare Bufale.net, progetto che si concretizza grazie all’incontro con Claudio Michelizza”.

Sempre alla pagina “chi siamo” sono poi elencati alcuni altri nomi di debunker che partecipano alla redazione. Significativa anche l’affermazione sulla linea editoriale del sito, che compare in calce ad ogni articolo: “Il team è composto da debunker professionisti e neutrali. In ogni articolo non vengono usate opinioni personali o credi religiosi – politici – calcistici. Siamo attivi dal 2014 e speriamo che la rete un giorno non abbia bisogno di noi.” E’ davvero così, l’attività del sito è ispirata dalla neutralità?

Bufale.net chi siamo

Come lavora Bufale.net

Ora cerchiamo di capire come lavora Bufale.net e torniamo all’affermazione iniziale. Il sito presenta diverse sezioni. Le tre più importanti sono “Bufala”, “Notizia vera” e “Disinformazione”, nel quale vengono trattate le tre tipologie diverse di notizie: palesemente false, vere che necessitano di chiarimenti, strumentali ed allarmistiche. Tutto bene fin qui, anche perché su Bufale.net ci sono davvero moltissimi contenuti utili proprio per smascherare fake news che tanto evidenti non erano, se si è reso necessario l’intervento dei debunker.

Quando però passiamo alla politica, il terreno diventa più insidioso. Sappiamo bene come le fake news siano diventate da tempo uno strumento di lotta politica molto efficace. Nella forma cui siamo abituati oggi in Italia, veicolata da siti “bufalari” e account Social che lavorano alla disinformazione sistematica, sono uno strumento usato ampiamente fin dalla campagna elettorale del 2013.

Bene, Bufale.net si occupa anche di fake news politiche, ma non lo fa con equilibrio o meglio non con la “neutralità” che dichiara nel suo manifesto editoriale. Non siamo qui per difendere specialisti della materia come i social media della squadra di Matteo Salvini, ad esempio. O come gli allievi della Casaleggio & Associati già scatenati, a suo tempo (2013), dalle colonne del blog di Beppe Grillo. Tuttavia, un articolo di qualche giorno fa dal titolo “La mega bufala del MES approvato: Salvini e Meloni attaccano, ma nulla è stato firmato da Conte” ci ha fatto subito balzare all’occhio la parzialità con cui, il giorno dopo l’Eurogruppo che “bocciava” sonoramente i coronabond proposti da Conte e Gualtieri, l’attenzione dei cacciatori di bufale fosse tutta sul Mes e sulle affermazioni di Salvini e Meloni.

Bene, quella stessa mattina il ministro Gualtieri, dopo il ceffone dell’Eurogruppo che praticamente autorizzava solo il Mes (con la sua condizionalità), twittava “Vince l’Italia”. Affermazione, quella del ministro dell’Economia Dem ripresa da diversi autorevoli quotidiani nelle loro edizioni online (La Repubblica, solo per fare un nome) con articoli dai toni trionfalistici. Queste sì vere fake news politiche… Su Bufale.net non vi è traccia di questo, nemmeno nella rubrica disinformazione in cui avevamo riposto delle speranze.

Scorrendo le pagine della sezione fake news notiamo che, quando si parla di politica, l’attenzione alle bufale è quasi sempre orientata da una parte. E’ vero, non è certo colpa di Bufale.net se le fake news più macroscopiche sono veicolate dai soliti noti dell’accozzaglia “sovranista” e qualunquista de noantri. Tuttavia, anche nelle fila dell’attuale maggioranza di governo (l’esempio che abbiamo fatto ne è la prova) si nascondono bufalari. Certo, forse più raffinati e difficili da smascherare, ma non per questo meno meritevoli di attenzione. A meno che, non sia una disattenzione voluta. Vigileremo e vi faremo sapere, in perfetto stile debunker.

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