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La piroetta di Renzi: cosa diceva pochi mesi fa l’ex premier sulla Brexit

Lo avevano ripetuto tante di quelle volte che, probabilmente, qualcuno aveva finito per crederci davvero: “Il voto sulla Brexit è stato un errore, se il Regno Unito potesse tornare alle urne sicuramente i risultati sarebbero diversi”. Come dire, si sono sbagliati e se ne stanno già pentendo. E invece puntualissima è arrivata la conferma, con il trionfo di quel Boris Johnson che ha basato la sua campagna su un solo, granitico punto: uscire dall’Europa. L’ha spuntata lui, a danno di un Labour Party indefinito, che continuava a zigzagare senza convinzione tra l’idea di lasciare l’Ue e quella di rimanerci vincolato.

Brexit, la piroetta di Renzi: cosa diceva pochi mesi fa l'ex premier

Un verdetto netto, deciso. I cittadini hanno capito che questa Unione Europea, per come è concepita, va contro gli interessi del popolo, invece di difenderli. Non funziona e non può funzionare. E quando hanno avuto la possibilità di scegliere, hanno punito ancora una volta che continua a perseverare nel suo errore ormai pluridecennale, voltare le spalle alla gente, insistere con una globalizzazione che penalizza i lavoratori e la dimensione sociale. Dovrebbe riflettere e capire soprattutto quel Movimento Cinque Stelle che dal basso era nato e dal basso si è poi allontanato, alle prese con una manovra che definire poco coraggiosa è già tanto.

Brexit, la piroetta di Renzi: cosa diceva pochi mesi fa l'ex premier

Una chiave di lettura dell’esito elettorale sulla Brexit ha provato a offrirlo, a modo suo, Matteo Renzi. L’ex premier, pochi minuti dopo la diffusione dei risultati, ha pontificato così attraverso il proprio profilo Twitter: “La sinistra radicale, quella estremista, quella dura e pura è la migliore alleata della destra. Continuate pure ad insultare Blair e tenervi Corbyn: alla fine così vince la destra più radicale. E alla fine la #Brexit sarà colpa anche di questo Labour “.

Brexit, la piroetta di Renzi: cosa diceva pochi mesi fa l'ex premier

Renzi, insomma, trascura completamente i discorsi legati all’Ue e al modo in cui viene (correttamente) percepita dai cittadini per concentrasi sugli errori della sinistra, responsabile quanto la destra di Johnson della Brexit. Con toni che lasciano trasparire come l’ex premier non sia sorpreso dall’esito del voto, le analisi subito pronte in tasca e il dito ammonitore già scattato verso i Labour. Eppure lo stesso Renzi, nel marzo 2019, affidava a Twitter cinguettii ben diversi: “Oggi un milione di persone – scriveva accanto a scatti delle proteste contro la Brexit – in piazza per dire no alla #Brexit. La Brexit dimostra che se dici le bugie al tuo popolo puoi vincere un referendum ma poi vieni sconfitto dalla realtà”. Una profezia smentita puntualmente, anche se l’ex premier preferisce far finta di non ricordare.

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