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Bramini: “Il Pnrr e 2 righe di testo hanno cancellato la mia legge. Ma noi non ci arrendiamo”

La “colpa” di Sergio Bramini, monzese, a capo di una azienda di smaltimento e raccolta rifiuti, era quella di aver lavorato per uno Stato che non lo pagava con regolarità. Per tale ragione è stato costretto a chiedere finanziamenti e prestiti al mondo delle banche. Lo Stato, però, dal suo canto gli ha chiesto sempre le tasse, gli ha chiesto sempre di essere in regola e lui non poteva rompere il contratto che lo legava all’amministrazione pubblica perchè era nel campo dei servizi essenziali.

Questo dimostra che lo Stato può non pagare, può far fallire un’impresa e questa deve comunque continuare a garantire il servizio. Ma come si può consentire che ciò accada? Sergio ha trasformato la sua storia, fatta di sofferenze e ingiustizie, in una grande battaglia per aiutare le persone che, come lui, sono finite nel baratro dell’ingiustizia.

“Nel 2018 sono stato cacciato di casa da 60 poliziotti in assetto antisommossa e mentre uscivo mi sono detto che avrei pensato alla gente e che non doveva finire così. Era applicata una legge della 119-2016 scritta da Renzi e Boschi sotto dettatura della banche. Una legge illegittima e illegale perché si è proprietari della casa fin quando non c’è un atto notarile che trasferisce a terzi la proprietà. Per rendere, però, preziosa l’asta, buttavano fuori di casa la gente prima, anche se l’abitazione ospitava un malato terminale, un anziano, dei minori, dei disabili…”, inizia così il suo discorso Sergio Bramini, in occasione della raccolta firme contro il Green Pass obbligatorio, promossa della lista Paragone sindaco, a Milano, all’Arco della Pace.

“Io e Gianluigi, abbiamo vissuto la tragedia di Padre Mariano che voleva morire nel suo letto e che invece ha respirato il suo ultimo respiro fuori dalla sua abitazione, dopo che ne era stato cacciato con un Tso in una barella. Abbiamo seguito Ivana che si è uccisa dopo due giorni, anche lei trasferita con un Tso, era malata terminale di tumore e le restava un mese di vita. Potevano darglielo quel mese, ma invece l’hanno cacciata di casa a Firenze. Di queste storie posso raccontarvene molte altre.

“Siamo riusciti a ottenere la legge Bramini grazie alla spinta del senatore Gianluigi Paragone, ma adesso con il Pnrr e due righe di testo stanno cancellando le leggi conquistate dopo tanta fatica e dedizione.Noi non ci arrendiamo, ci batteremo e sarà una lotta all’ultimo sangue, il sangue dei 8.050 imprenditori che dal 2007 fino ad adesso sono morti perchè si sono uccisi. Non possiamo tirarci indietro”.

“Con l’associazione ci stiamo occupando di aiutare persone che non hanno la casa, che dormono in macchina oppure sotto i ponti. Aiutateci. Ci sono moltissimi anziani che vengono mandati nella Rsa, il giovane finisce in una casa famiglia, il marito si separa dalla moglie, il disabile va in un altro istituto e le famiglie vengono smembrate”.

Bramini e tutte le persone con la sua stessa storia sono stati traditi da quelli che avevano chiesto voti e che poi li hanno tristemente barattati in cambio di poltrone, potere e denaro. Ma oggi una nuova storia può essere scritta e questa storia riparte da Milano e dalla candidatura di Paragone come sindaco della città e continua in un nuovo partito chiamato Italexit. Decine di migliaia di iscritti fino ad oggi, italiane e italiani che non si arrendono al fatto che il diritto alla casa venga dopo degli interessi delle banche, finanze e multinazionali.

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