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Le scuse della Boldrini non reggono, la Lucarelli le smonta una a una: altra figuraccia

Pubblicato il 24/03/2021 16:12

Dopo la bomba sganciata da Selvaggia Lucarelli sul Fatto Quotidiano, Laura Boldrini è subito corsa ai ripari per difendersi. Finita quindi qui? Macché. La giornalista ha rilanciato, e ora è guerra vera. Le scuse della ex presidente della Camera, autoincoronatasi paladina dei diritti delle donne, dei lavoratori e degli stranieri, non reggono. Con una lettera inviata al Fatto, Boldrini si è difesa dalle accuse mosse dalle donne che, fino a poco tempo fa, hanno lavorato per lei. “Stiamo trovando un accordo per formalizzare la chiusura del rapporto di lavoro, purtroppo con un ritardo da me non voluto ma causato da una difficoltà oggettiva a contattare la persona del Caf referente della vicenda”, ha spiegato Laura Boldrini in riferimento alle accuse della sua ex collaboratrice domestica Lilia.

Un ritardo nella chiusura del rapporto di lavoro che sembra da imputare ai disordini della burocrazia italiana, quindi, e che non dipende dalla volontà dell’ex presidente della Camera: “Il punto è che ci sono delle discrepanze da verificare sui saldi finali del Tfr da me già versato per ogni anno di lavoro. Dunque è in corso una verifica, che sta terminando, da parte della mia commercialista e del Caf”. Discorso diverso per Roberta, collaboratrce parlamentare tuttofare, “la cui retribuzione corrispondeva a criteri stabiliti dall’amministrazione della Camera”.

“Devo dire – aggiunge Boldrini – che ha svolto un buon lavoro in anni intensi e complessi, sempre manifestandomi la volontà di voler far parte della mia squadra, nonostante le difficoltà logistiche che doveva affrontare ogni settimana, venendo da Lodi, e che io stessa fin dall’inizio le avevo fatto presente”. Le spiegazioni di Laura Boldrini, però, non hanno convinto Selvaggia Lucarelli, che sempre su Il Fatto Quotidiano ha replicato all’ex presidente della Camera smontando tutte le sue giustificazioni.

Attacca la Lucarelli: “Il rapporto di lavoro con la colf è terminato 10 mesi fa. Risulta dunque poco realistico che in tutto questo tempo non sia stato possibile contattare il commercialista del Caf e che la ex collaboratrice domestica si sia dovuta rivolgere a un avvocato, sebbene la si stesse cercando da quasi un anno”. Sulla collaboratrice parlamentare, invece, Selvaggia Lucarelli dà formalmente ragione a Laura Boldrini ma la punzecchia sul non aver avuto uno slancio di umanità: “È vero che gli accordi economici iniziali con lei erano quelli, ma è anche vero che la pandemia, la malattia del figlio e, semplicemente, un po’ di empatia per una condizione di difficoltà economica di una lavoratrice madre di tre figli avrebbero potuto comportare un adeguamento almeno per il rimborso delle spese”.

Infine, la stoccata finale: “Se è vero che gli accordi sullo stipendio erano quelli, forse non era altrettanto chiaro fin dall’inizio che tra le mansioni richieste a una collaboratrice parlamentare potessero esservi anche la prenotazione di parrucchieri e il ritiro abiti in lavanderia”.

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