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“Colpite 6 banche italiane”. L’attacco degli hacker filorussi: cosa è successo (e le conseguenze)

Pubblicato il 02/08/2023 09:53 - Aggiornato il 18/08/2023 14:27

Un allarme durato qualche ora e che ha gettato nel panico diverse banche italiane. Anche se, per fortuna, di conseguenze gravi non sembrano essercene state. Gli hacker filorussi Noname057(16) hanno infatti preso di mira sei istituti, rendendo irraggiungibili i loro siti per un breve lasso di tempo: Bper, Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Sondrio, Fineco, Intesa e Fideuram. Tutti hanno riscontrato problemi, senza che però i dati degli utenti fossero mai a rischio. Il gruppo di pirati informatici ha però esultato ugualmente, rivendicando l’azione di disturbo. (Continua a leggere dopo la foto)
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Come spiegato dal Messaggero, i tecnici dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) hanno subito preso contatto con le vittime dell’attacco hacker per informarli dell’operazione in corso e fornire le prime indicazioni per la mitigazione degli effetti. Come nelle precedenti azioni portate avanti dai Noname, si tratta di attacchi di tipo Ddos (Distributed denial of service) che si concretizzano inviando un’enorme quantità di richieste al sito web obiettivo, che non è in grado di gestirle e quindi di funzionare correttamente. (Continua a leggere dopo la foto)

Il gruppo, attraverso Telegram, ha rivendicato l’azione puntando il dito contro Giorgia Meloni, rea di aver incontrato il presidente Usa Joe Biden e sottolineato l’amicizia tra i due, con tanto di conferma dell’impegno a favore dell’Ucraina. Non è la prima volta che il gruppo si muove seguendo questo copione. (Continua a leggere dopo la foto)

banche italiane attacco hacker

Nelle scorse settimane anche alcune aziende di trasporto pubblico ed enti finanziari avevano infatti subito simili disagi, per fortuna sempre limitati. Acn in una nota ufficiale ha invitato a “mantenere alto il livello di attenzione sulla protezione delle proprie infrastrutture informatiche, di verificare e aumentare le misure di protezione relative agli attacchi Ddos”.

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