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Azzolina, da Fazio è un disastro! Una gaffe dietro l’altra: cosa ha detto stavolta

Inqualificabile. È questo il termine più appropriato per definire la “prova” della ministra dell’Istruzione (o della distruzione, come la chiamano ormai gli addetti ai lavori e il mondo social), Lucia Azzolina, durante la sua ultima intervista a Che tempo che fa, andata in onda domenica 25 ottobre su Rai3. L’apice è stato raggiunto con questo scambio di battute che vale la pena riportare testualmente, come fossimo all’interno di un’opera teatrale. Teatro dell’assurdo, s’intende. Persino Fabio Fazio, stavolta va all’attacco e provoca: “Ministra, non ci sono i termoscanner nelle scuole”. La Azzolina: “Troppi studenti, la scuola ha un’organizzazione complessa”. E Fazio: “Ma noi in Rai abbiamo i termoscanner…”. Azzolina: “Sì, ma non siete 3000 tutte le mattine”. Fazio: “Siamo 14.000…”. Cos’altro aggiungere? Beh, ne ha dette ancora molte.

La ministra dell’Istruzione è stata dunque messa all’angolo dal conduttore, che la incalza con domande a cui lei non riesce a rispondere. Mai. Una pessima prestazione per la ministra, che ha attaccato ancora una volta la scuola campana con argomentazioni che non convincono. E riesce nell’arduo compito – per lei è prassi – di scontentare tutti: dirigenti scolastici, docenti, studenti, personale Ata, famiglie. Tutti. “In Campania con la chiusura delle scuole i ragazzi si sono riversati nei centri commerciali”.

La febbre a casa viene misurata davvero? La ministra si è giustificata affermando che la febbre debba essere misurata a casa, affinché i ragazzi non arrivino a scuola se manifestano sintomi. “Ma è sicura che la temperatura venga misurata a casa?”, chiede il conduttore, e lei risponde “Io l’ho ordinato, è una cosa che deve essere fatta”. Alché Fazio ha insistito “Ma è sicura che questa cosa viene fatta?“. Gelo. Silenzio.

I termoscanner non possono essere sempre usati, secondo la ministra, specialmente in quelle scuole in cui ci sono anche 3mila studenti. Con 3000 studenti in fila, ad 1 metro di distanza, si creerebbe una fila di 3 km, ha affermato… Infine, il Ministero, secondo Azzolina, ha lavorato per tutta l’estate. Ma non è certo colpa del Ministero dell’Istruzione, secondo lei, se i trasporti non sono stati rafforzati, e se i test non vengono fatti: non è compito suo, né del suo dicastero. Intanto, però, tiene in piedi un concorso “straordinario” (straordinario è chi nonostante tutto sta rischiando anche la salute per parteciparvi) completamente folle in questa situazione. Insomma, non ne azzecca una. Ma pensa di sapere e capire sempre tutto. Beata!

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