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Anche i tedeschi “truffano”. Lo scandalo Wirecard affonda la Borsa di Francoforte

Scandalo contabile per la Germania. Un alone di mistero ruota attorno alla società tedesca Wirecard, la quale dichiara di non sapere cosa sia successo a 1,9 miliardi di euro che si trovavano sul suo bilancio. La vicenda, di cui parla il sito huffingtonpost.it,  sta facendo sprofondare la borsa di Francoforte. Le azioni delle società crollano circa del 60% in seguito all’ennesimo rinvio dell’approvazione del bilancio 2019. Sono tre, a partire dal mese di marzo, le volte in cui è stata rimandata la pubblicazione dei risultati del 2019 da parte del revisione Ernst&Young.

Wirecard, che offre servizi per i pagamenti digitali, ha fatto sapere di aver bisogno di più tempo per lavorare e affrontare le voci relative ai saldi “spuri” e che sta “lavorando intensamente” per fornire chiarimenti al mercato. Nel frattempo l’incertezza e i sospetti divorano il valore della società che, dopo aver registrato un valore di “24 miliardi”, scende a “4 miliardi”. 

Ad aggravare la situazione, riferisce il sito finanzaonline.com, è stata la presa di distanza da parte delle “due banche nelle Filippine che hanno dichiarato di non avere mai detenuto per conto di Wirecard gli 1,9 mld di euro incriminati”. 

Secondo quanto riferisce il Financial Times, il gruppo ha dichiarato che c’erano sospetti su un fiduciario di conti bancari Wirecard che avrebbe tentato di “ingannare il revisore dei conti creando una percezione sbagliata dell’esistenza di saldi di cassa”. 

Comunque sia se Wirecard non sarà in grado di presentare le dichiarazioni annuali certificate entro venerdì, scatteranno i covenant su circa 2 miliardi di euro dei suoi prestiti.

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