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I figli tentano il massaggio cardiaco, ma è inutile. Morti da “malore improvviso”: altri tre casi in pochi giorni

Pubblicato il 08/01/2023 18:04

L’anno è iniziato solo da pochi giorni fa ma la strage silenziosa dei “malori improvvisi” mantiene la sua allarmante media. Tre casi di decesso da malore fatale, solo quelli a noi noti, si sono verificati in pochi giorni e hanno interessato persone apparentemente in piena salute, dai 31 ai 52 anni. Occorre solo una breve ricerca su Google per scoprire come, dall’anno 2021, i malori improvvisi abbiano conosciuto una impennata del 344,7%. Sarebbe proprio il caso di intervenire, indagare, approfondire. Ma forse qualcuno teme che si possa aprire il proverbiale vaso di Pandora. Aveva 52 anni Franco Crosilla, l’ingegnere veneto scomparso a Sacile, in provincia di Pordenone. Come apprendiamo da Nordest24, l’uomo si sarebbe sentito male mentre si trovava a casa da solo. Un altro malore improvviso. Tanto improvviso da non consentirgli di chiedere aiuto. A trovarlo all’interno dell’abitazione di San Giovanni del tempio, frazione di Sacile, quando ormai era senza vita, sono stati i giovani figli che hanno immediatamente allertato i soccorsi: uno di loro, guidato telefonicamente dagli infermieri, prima che arrivasse l’ambulanza, gli ha praticato il massaggio cardiaco. Purtroppo non è servito a nulla. Quando i soccorritori sono arrivati, per l’uomo non c’era più nulla da fare. Crosilla era originario di Tolmezzo, da qualche anno viveva a Sacile e occupava un ruolo di manager nell’azienda Eurotravi a Cordignano. Ancora nel Nordest, un’altra tragedia: Marco Ronchese di soli 41 anni è stato rinvenuto a letto senza vita. (Continua a leggere dopo la foto)

Altri tre morti malore improvviso

A trovarlo esanime è stato il padre che, vedendolo tardare, aveva deciso di andare a controllare. Immediatamente è stato dato l’allarme ma purtroppo quando il personale medico è arrivato sul posto non ha potuto fare nulla. Inutili, purtroppo, i tentativi di rianimazione. Sono stati disposti degli esami per chiarire l’esatta causa di morte. Residente a Parè di Conegliano, ingegnere alla Permasteelisa di Vittorio Veneto, Marco Ronchese era molto conosciuto. Così come era molto nota nel suo ambiente la terza vittima di cui abbiamo appreso dagli organi di informazione locali. Aveva solamente 31 anni, Alessandro Bossi, istruttore di sci della Valsesia, la valle alpina della provincia di Vercelli. Residente a Cravagliana, Alessandro Bossi era istruttore nazionale sci alpino, in forza allo Sci club Varallo nell’ultima stagione. A giugno aveva accompagnato i ragazzi della categoria Children sul ghiacciaio dello Stelvio ad allenarsi, incontrando anche la campionessa Sofia Goggia. (Continua a leggere dopo la foto)

Tra i tanti messaggi di cordoglio di cui dà conto Notizia Oggi, arrivati nelle ore scorse, quello del presidente dell’Unione montana, Francesco Pietrasanta: “Sono sinceramente addolorato e mi stringo forte alla famiglia e agli amici di questo ragazzo”.

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