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“Multe fino a 8.000 euro”. Affitti brevi, le nuove regole che fanno già paura ai proprietari

Pubblicato il 26/09/2023 11:36

Tra i tanti tavoli caldi che stanno tenendo impegnato il governo Meloni, ce n’è uno in particolare che sembra promettere scintille. Parliamo degli affitti brevi, tema sul quale è intervenuto nelle scorse ore Matteo Salvini sottolineando come “ognuno deve essere libero di decidere come mettere a reddito il proprio immobile”. Dietro questo concetto apparentemente chiaro e semplice, era in realtà evidente il messaggio diretto al ministro del Turismo Daniela Santanché, al lavoro su un provvedimento che mira a limitare fortemente la locazione di breve durata. I cosiddetti “affitti brevi“, appunto, che interessano migliaia di italiani. Cosa prevede l’ultima bozza, che ha scatenato non poche polemiche? Presto detto. (Continua a leggere dopo la foto)
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affitti brevi nuove regole

Attraverso le pagine del sito di Nicola Porro, Giorgio Spaziani Testa ha definito il provvedimento “un testo palesemente mirato a contrastare l’affitto delle case attraverso l’introduzione di una serie infinita di divieti, limitazioni, requisiti e obblighi, alcuni dei quali di impossibile applicazione (oltre che di assai dubbia costituzionalità)”. E ancora. “La prima disposizione da segnalare è al comma 3 dell’articolo 2, ove si stabilisce che, ‘a pena di nullità’, e di una sanzione fino a 5.000 euro, il contratto di locazione per finalità turistiche non possa avere, nei centri storici delle maggiori città italiane, una durata inferiore a due notti consecutive”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Qualora approvata, la norma imporrebbe quindi il divieto di locare un appartamento per una sola notte, con conseguenze facile da immaginare: “Aumento del sommerso e crescita dei prezzi delle forme di ospitalità alternative, come gli alberghi”. Altra disposizione che sta facendo discutere è all’articolo 4, dove tra i requisiti “soggettivi del locatore per finalità turistiche” è previsto che non quest’ultimo non deve aver subìto alcune misure di carattere penale”. (Continua a leggere dopo la foto)

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E ancora. L’articolo 5 “prevede che chiunque conceda in locazione un appartamento per finalità turistiche, quindi anche chi lo faccia per due settimane all’anno con la quadrifamiliare al mare, debba trasformare casa propria in una sorta di simil-hotel, inserendo dispositivi, attrezzature, avvisi e istruzioni tipici delle strutture alberghiere, e sottoponendosi a ingenti spese per corsi, controlli e burocrazia varia”.

C’è poi il capitolo sanzioni. “Per capire lo spirito del provvedimento, basta citarne una: fino a 8.000 euro per chi dimenticasse di chiedere il CIN, l’ennesimo codice introdotto dalla nuova normativa”. Una proposta, insomma, che sta già facendo arrabbiare parecchio.

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