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“A settembre vaccineremo tutti!”. Parte dall’Aifa il piano del governo per un’eterna emergenza

Pubblicato il 09/05/2022 11:29

Se pensate che l’arrivo dell’estate e la fine dello stato di emergenza abbiano segnato l’inizio di una nuova fase di gestione del Covid, segnata dalla convivenza con il virus, sappiate che vi sbagliate di grosso. Quantomeno se vivete in Italia, Paese che al contrario di altri non accetta di lasciar liberi i propri cittadini, ancora alle prese con la frustrazione per le restrizioni presenti e l’incubo di quelle future. Scontate, come confermato dal presidente dell’Aifa Giorgio Palù in un’intervista rilasciata alla Stampa: dovremo rassegnarci a convivere con altre campagne vaccinali e, di conseguenza, altre ingiuste imposizioni.

“Dobbiamo avere fiducia nei vaccini attuali – ha spiegato Palù, professore emerito di Virologia all’Università di Padova – proteggono molto bene dalla malattia attuale. E poi dobbiamo sperare nella ricerca affinché in autunno produca dosi aggiornate e farmaci sempre più efficaci. I ricontagi attale? Sono la prova del fatto che non ha senso parlare di immunità di gregge. Per farlo ci vorrebbe un virus stabile e un vaccino che copre totalmente. Invece il virus diventa sempre più endemico e circa il 90% delle infezioni risulta asintomatico”.

Secondo Palù, le reinfezioni non devono comunque spaventare: “Le caratteristiche di chi muore non sono cambiate. Si tratta in larga parte di ultraottantenni con patologie concomitanti. Se queste persone si reinfettano possono avere problemi, da qui l’importanza della quarta dose ai più fragili”. In autunno dovremo farla tutti? “Per l’intera popolazione bisogna puntare su vaccini aggiornati, come ricordato dall’Ema, oltre a cercare nel lungo periodo un vaccino polivalente per tutti i coronavirus. Quando i primi verranno approvati, si potranno fare”.

La deadline è quindi fissata per settembre, quando ci saranno le prime valutazioni. Da qui a Natale, secondo Palù, il Covid “resterà con noi a lungo con un andamento stagionale. Fino a ottobre nel nostro emisfero la situazione dovrebbe rimanere relativamente buona, con ridotta incidenza di casi e bassa pressione sui servizi sanitari. Poi, essendo il Covid causato da un virus aereo, tornerà a preoccuparci. L’unico dato allarmante è quello dei morti, perché è come se ogni giorno cadesse un aereo”.

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