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27 vaccinati al secondo e la più grande mobilitazione dalla 2° guerra mondiale. Come nasce il “miracolo inglese”

Pubblicato il 23/03/2021 10:32 - Aggiornato il 23/03/2021 10:53

Johnson la definisce come “la più grande mobilitazione di massa dalla Seconda guerra mondiale”. E questa non è retorica, i dati lo dicono.

Con 844.285 vaccini inoculati in 24 ore, ossia l’1,3% della popolazione totale, al ritmo di 27 vaccini al secondo, 130mila professionisti coinvolti, di cui 100mila volontari, il Regno Unito sta letteralmente divorando la platea della popolazione con il piano di vaccinazione.

28 milioni di residenti risultano già vaccinati con almeno una dose, ossia il 54% della popolazione adulta. Per intenderci il 95% degli over 65 ha già ricevuto almeno una dose. Mentre in Italia, proprio due giorni fa veniva riferita la notizia di una signora di ben 105anni che dopo più di un mese di attese, scrivendo alla Repubblica e domandando quando sarebbe stato il suo turno per ottenere la dose, è riuscita sotto sollecitazione del quotidiano a riceverla.

Brillante capacità di gestione, pragmatismo, tecnologia, notevole raccolta dei volontari, organizzazione: il successo della campagna britannica ha inizio già con l’estate, quando per 13 miliardi di euro il governo non ha perso tempo e ha prenotato 447milioni di dosi. Il governo aveva iniziato a pianificare una colossale campagna vaccinale già da prima dell’arrivo del vaccino, quando non vi era ancora la certezza di averlo presto.

Altro che bandi per strutture temporanee a forma di primula, dai costi esorbitanti e assurdi parametri estetici da rispettare, in Gran Bretagna per le vaccinazioni sono stati adibiti maxi centri ed è stato adattato qualsiasi edificio potesse andar bene: dagli stadi, alle cattedrali, dalle chiese ai teatri e passando perfino per i supermercati. In totale per le vaccinazioni sono stati disposti 3.123 siti distribuiti in maniera capillare.

“Ogni giorno c’è un via-vai ordinato e incessante di cittadini convocati e vaccinati in pochi minuti. Ieri la Gran Bretagna ha contato 17 morti per Covid, mai così pochi da settembre. Johnson lo ha detto: il 21 giugno -giorno dell’indipendenza- saremo di nuovo liberi”, descrive così la Repubblica la grande vincita britannica.