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Caos vaccini, dal 2022 stop a AstraZeneca e J&J: solo Pfizer e Moderna per l’Italia

A leggere la notizia la prima domanda, lecita, che viene da porsi è: fino al 2022 non fanno male, dopo sì? E l’altra domanda: che ne sarà di chi quei vaccini li ha già fatti e ce li ha in circolo? Sì, perché un retroscena di Ilario Lombardo e Paolo Russo, pubblicato su La Stampa, rivela che l’intenzione del governo italiano è quella di non rinnovare i contratti con Johnson&Johnson e AstraZeneca: dal 2022, quindi, solo Pfizer e Moderna. “C’è anche un’altra notizia che emerge dalle preoccupazioni sullo stop a J&J, e che coinvolge la famiglia dei farmaci anti-Covid alla quale appartiene. Si chiamano vaccini a vettore virale: AstraZeneca, J&J e Sputnik. Tutti e tre finiti nella bufera di questi giorni di ansie e incertezze, i primi due per motivi scientifico-sanitari, il terzo anche per ragioni geopolitiche”. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo quanto è venuta a conoscenza La Stampa da una fonte del ministero della Salute, “la Commissione europea, d’accordo con i leader di molti Paesi, avrebbe deciso che alla scadenza dei contratti validi per l’anno in corso non saranno rinnovati quelli con le aziende che producono vaccini di questa tipologia. Si vuole puntare tutto sui sieri a Rna messaggero, che trasporta le istruzioni per la produzione della proteina Spike utilizzata dal coronavirus, permettendo così all’organismo di produrre anticorpi specifici e di immunizzarsi. Sarebbe il trionfo di Pfizer e Moderna, che fino ad ora hanno dato più sicurezza mentre verrebbero penalizzati AstraZeneca, J&J, già autorizzati dall’Ema, Sputnik, che ancora deve ricevere il via libera, ma anche il vaccino made in Italy, in fase di sperimentazione, ReiThera”. (Continua a leggere dopo la foto)

Fin qui, nella popolazione over 60, alla quale è consigliata la somministrazione dei vaccini vettore virali, il rischio di finire in terapia intensiva perché non immunizzati è 640 volte superiore a quello di incappare in una di quelle rare trombosi. “La tabella alla colonna J&J, da qui a fine anno, assegna all’Italia 26 milioni e mezzo di dosi, di cui 7,3 milioni nel secondo trimestre appena iniziato, equivalenti ad altrettanti immunizzati. Sempre che l’Ema, come già fatto trapelare, non decida di tornare sui propri passi richiedendo il richiamo anche per l’antidoto di Janssen”. In ogni caso, dal 2022 questi vaccini non saranno più utilizzati. Ma allora che senso ha usarli anche ora? È quello che si chiedono tutti. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo il piano del commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo, comprese le 184 mila già arrivate, J&J dovrebbe consegnare 400 mila dosi entro fine aprile. “Se tutto dovesse filare liscio, sommando 7,3 milioni di J&J a 24,5 milioni di Pfizer, a 10 di AstraZeneca e 4,6 di Moderna, il totale del secondo trimestre darebbe 45 milioni di dosi, escluse le 7,5 milioni di Curevac, un vaccino non ancora autorizzato, a Rna messaggero. Sette milioni in meno di vaccini a iniezione unica non sono poca cosa, ma per il momento dalla struttura commissariale cercano di evitare allarmismi”.

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