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“Una dose ogni anno”. Più che un annuncio è una minaccia: cosa ci aspetta in futuro

Pubblicato il 26/04/2022 15:40

Il dibattito su restrizioni, mascherine ed vaccini non è destinato ad esaurirsi molto presto. Come spesso accade, le informazioni fornite dagli esperti in materia sono contrastanti e confusionarie. Secondo alcuni, infatti, i vaccini sarebbero ormai obsoleti, poiché calibrati sul ceppo covid originale che poco ha a che vedere con le attuali varianti. Secondo altri, invece, l’attuale riduzione della pericolosità del contagio sarebbe da imputarsi, appunto, ai vaccini.
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Vaccini miracolosi

Fabrizio Pregliasco, intervistato su Libero TV, è di questo avviso: «Il virus circola soprattutto a causa delle nuove contagiosissime varianti: questo spiega l’aumento dei casi delle ultime settimane, anche se con un rallentamento della velocità di crescita, insieme con gli sbalzi termici della prima fase della primavera. I casi gravi sono però evitati grazie ai vaccini. Secondo i modelli matematici verso la metà di maggio i casi dovrebbero tornare a diminuire». Dunque, secondo il professore, la riduzione della gravità della Covid-19 sarebbe da imputarsi alla protezione fornita dai vaccini. Questo nonostante la stessa Pfizer, tramite il suo CEO Albert Bourla, abbia ammesso come il proprio farmaco sia scarsamente efficace contro le varianti. Sarebbe interessante capire su che basi Pregliasco vada per televisioni esponendo simili tesi.
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La mascherine come gli occhiali da sole

Ma l’esperto non si è limitato al tema vaccini: Pregliasco, infatti, ha anche detto la sua in merito al discorso mascherine: «Io credo che questo virus rimarrà con noi», ha spiegato il virologo, «ogni Paese ha preso decisioni diverse in questa fase della pandemia. Mi rendo conto che c’è voglia di togliersi la mascherina, io dico che nel futuro la dovremo usare come se fosse un paio di occhiali da sole. Con buon senso e responsabilità, tenendo conto delle caratteristiche della propria salute». Secondo Pregliasco, dunque, la mascherina diventerà quindi parte integrante della nostra vita quotidiana, incurante di come, soltanto nella giornata di ieri, il suo noto collega Matteo Bassetti abbia caldeggiato fortemente la cancellazione dell’obbligo di mascherina in Italia, facendo presente come il nostro sia uno dei pochi Paesi al mondo ad avere ancora tale imposizione, considerata da molti esperti come del tutto inutile.
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Una dose ogni anno

Ma l’irriducibile Pregliasco ha avuto da dire anche sul discorso “varianti”, asserendo che: «dovremo sequenziarle di più. Questo virus, che ora colpisce con due sottotipi, si mescola e crea nuove variazioni, che sono da monitorare per capire come affrontarle. Sui vaccini, credo che ci sarà il bisogno di un’iniezione periodica. Ora però dobbiamo insistere sull’importanza della quarta dose per i fragili e gli anziani, perché il virus continua a circolare». Le parole del virologo prospettano quindi un futuro fatto di mascherine ed iniezioni periodiche. Non proprio la fine che la maggior parte degli italiani si augurerebbero di fare.

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