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Trieste, idranti al porto per stroncare uno sciopero che stava funzionando

Pubblicato il 18/10/2021 10:00

Alla fine sono arrivati i blindati della polizia al porto di Trieste, per sgomberare il molo con la forza e mettere fine alla manifestazione iniziata nei giorni precedenti contro l’obbligo di Green pass introdotto dal governo Draghi. Una protesta assolutamente pacifica, che ha visto normali cittadini unirsi col passare delle ore ai dipendenti della struttura. E che evidentemente stava funzionando eccome, al contrario di quanto raccontato da certa stampa addomesticata, tanto da richiedere l’intervento degli agenti in tenuta antisommossa.

Trieste, idranti al porto per stroncare uno sciopero che stava funzionando

Mentre i presenti, ancora centinaia, continuavano a gridare “libertà, libertà”, gli agenti hanno azionato gli idranti per disperderli e mettere fine alla protesta organizzata di fronte al Varco 4 del porto di Trieste. In tenuta antisommossa, determinati più che mai a soffocare in fretta la rabbia di quei portuali che durante la fase più acuta della pandemia hanno garantito che il Paese non si bloccasse, lavorando come matti per assicurare che merci e prodotti arrivassero nelle nostre case, e che ora sono di colpo diventati, invece, nemici.

I manifestanti hanno atteso gli agenti seduti a terra, continuando a cantare mentre alcuni funzionari ordivano loro di andarsene “in nome della legge”. Di fronte al tacito rifiuto dei presenti, che senza fare del male a nessuno hanno continuano la loro dimostrazione, ecco poi partire i getti d’acqua e le azioni di forza da parte degli agenti, che hanno messo fine allo sciopero. Con scudi ed elmetti in testa, mentre i presenti continuavano a ripetere “siamo disarmati”, “siamo persone normali, come voi”.

Nel frattempo, però, Trieste è diventato un simbolo di resistenza, come dimostrato dal moltiplicarsi delle proteste in tutta Italia. Cortei, blocchi e manifestazioni continuano a susseguirsi da Nord a Sud. Con la stampa a bollare chi scende in piazza, di volta in volta, come “fascisti”, “anarchici”, “eversivi” e via dicendo, nel disperato tentativo di screditare quella parte del Paese che, molto più semplicemente, è stanca di vedere i propri diritti calpestati. Perché il Green pass “all’italiana”, bene ricordarlo, è un sopruso unico in Europa.

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