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Per Ernesto Maria Ruffini “pagare le tasse è un gesto d’amore cristiano”

Era il 2007 quando l’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, nel bel mezzo di una dura crisi economica, faceva infuriare (comprensibilmente) le famiglie italiane spiegando pubblicamente che “pagare le tasse è una cosa bellissima”. Un’uscita a dir poco infelice, che attirò al titolare del Tesoro ferocissime critiche. E decisamente più attuale che mai, oggi che il governo Draghi si prepara a riarmare la macchina del Fisco contro i cittadini e il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini si lascia andare a espressioni non troppo distanti da quelle degli esponenti di punta del governo Prodi.

Ruffini: "Pagare le tasse è un gesto d'amore cristiano"

Nel corso di un’intervista rilasciata alla testata Avvenire, il quotidiano dei vescovi, Ruffini è infatti riuscito ad andare addirittura oltre Padoa-Schioppa, sollevando inquietanti interrogativi sullo spirito che muove l’uomo incaricato di controllare gli adempimenti dei nostri obblighi fiscali. Nello specifico, il capo dell’Erario si è lamentato perché “il contribuente italiano paga bestemmiando lo Stato, non ha coscienza di esercitare, pagando, una vera e propria funzione sovrana. L’imposta gli è imposta”.

Non contento, Ruffini ha poi ricordato ai lettori di Avvenire che “per i cristiani tutti, il dovere civico di pagare le tasse assume una forza e un valore ulteriori per l’invito di Gesù di rendere a Cesare quel che è di Cesare”. Le tasse, dunque, come strumenti “di solidarietà cristiana”. Tutto vero, niente, di inventato. Anzi. Il numero uno del Fisco ha poi immaginato cosa farebbe oggi il Nazareno se scendesse tra noi: “Delle tasse penserebbe che non sono destinate alla conquista del mondo ma alla costruzione di un bene comune”. E ci direbbe che “nel mondo moderno le tasse sono un modo per amare il prossimo e non voltargli le spalle”.

Sembra un po’ di rivedere la mitica scena dei The Blues Brothers in cui il compianto John Belushi sosteneva di essere in missione di Dio. Peccato che qui la situazione sia molto, molto meno divertente. Ruffini non parla, ovviamente, di come i soldi raccolti dal Fisco siano poi sperperati dalla casta politica, né di certi accanimenti sui semplici cittadini che quasi mai hanno riscontro, invece, alla corte dei grandi evasori, quelli che nascondono milioni di euro. Limitandosi a rimarcare come il suo impegno abbia un qualcosa di sacrale: gli italiani, dopo una breve pace fiscale, sono avvisati.

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